Stamina, Vannoni: mai truffato nessuno, porteremo i malati all’estero

Umfangreiche Untersuchungen stellen sicher, dass das Nabelschnurblut den Anforderungen entspricht. Dazu zählen u.a.: Zählung der mononukleären Zellen, Untersuchung auf Hepatitis-Viren, Untersuchung auf bakteriologische Kontaminationen. Auch die Blutgruppe des Kindes wird vorläufig bestimmt.

"Continueremo la sperimentazione all’estero, non ho truffato nessuno e mai preso un soldo". Lo afferma lo psicologo Davide Vannoni, ideatore del metodo Stamina, in una intervista a Repubblica nella quale accusa che "su 150 malati in lista d’attesa, ne sono morti già otto dopo lo stop della sperimentazione imposto da Roma, e tre erano bambini". E replica così a chi lo attacca: "Perché esista una truffa, occorre che qualcuno intaschi del denaro. A Brescia, in una struttura pubblica, nessun paziente pagava un euro". E per lo studio di San Marino, entrato nell’inchiesta di Guariniello precisa: "Per allestire quel laboratorio, con tanto di sala operatoria, spesi 350 mila euro e ipotecai la casa. Poi, certo, alcuni pazienti pagavano le cure, ma solo quelli che potevano permetterselo". Per 5 infusioni, 27 mila euro? "Sì, ma qualcuno non sborsò nulla. Chi poteva, pagava, gli altri no. Nessuno rimase mai senza cure". Il presidente della Stamina Foundation di Torino (che precisa: "Sono un presidente di fondazione, come Montezemolo per Telethon. Mai preso una siringa m mano, mai curato nessuno, ci mancherebbe. A quello pensano i nostri specialisti") sostiene i rischi che corrono i pazienti sono "solo quelli legati all’improvvisa interruzione delle cure, e non dipende da noi. Nessuno ha mai sofferto per effetti collaterali". E sostiene che le denunce sono "solo 6: forse qualcuno si aspettava i miracoli che noi non promettiamo. Tuttavia, molti malati migliorano le capacità di movimento già dopo la prima infusione, nessuno peggiora e molti rimangono in vita a lungo: abbiamo bambini di sei o sette anni, dati per spacciati quando ne avevano tre. Illustri specialisti, come i professori Villanova e Andolina, sono con noi. E io non mi sento uno stregone". Spiega che il protocollo di cura non viene reso pubblico "perché non è brevettato, e per evitare che in Israele oppure a Hong Kong qualcuno lo metta in pratica copiandolo, e chiedendo 30 mila euro a iniezione". E alla commissione ministeriale che nega efficacia di cura risponde: "Abbiamo rotto le uova nel paniere a qualcuno. Su dieci commissari, guarda caso, sono presenti alcuni nostri critici della primissima ora, e non figura neanche un biologo staminologo. Una persona colpita da malattie neurodegenerative costa circa 300mila euro all’anno allo Stato. Un ciclo di iniezioni mensili tradizionali, per lo più inefficaci, costa 28 mila euro. L’industria farmaceutica non ha certo interesse ad incoraggiare altri soggetti e altri farmaci".

Per quanto riguarda la sua Porsche Vannoni afferma: "L’unico sfizio della mia vita, comprato peraltro in leasing. Non una grande idea a livello di immagine, lo riconosco". E sui soldi ricevuti dalla multinazionale svizzera, Medestea, precisa: "Da loro dovevamo ricevere due milioni di euro per la ricerca, ne sono arrivati solo 400mila. Il presidente Gian Franco Merizzi è una persona seria. A parte l’auto, tutto il denaro l’ho messo nella Stamina Foundation, il dottor Guariniello conosce i miei conti correnti meglio di tutti". E a chi lo accusa di essersi arricchito a spese di moribondi risponde: "Un’infamia, e ho pronte le querele. Se avessi fiutato il business, avrei portato i malati in Ucraina senza mettermi in tutti questi guai. La fondazione per me è diventata un pozzo senza fondo, altro che guadagni vergognosi". Per la morte dei paziente di Trieste per la quale rischia un’accusa per omicidio colposo, non solo per truffa o associazione a delinquere, dice: "Quella persona è morta di polmonite dopo essere stata costretta ad interrompere le cure, mentre i suoi familiari ci imploravano di proseguire. Associazione a delinquere? Con due direttori sanitari e venti medici dalla nostra parte? Per favore, non scherziamo", "siamo certamente vittime della lobby dei farmaci, della burocrazia e della politica. Tutto sulla pelle di chi sta morendo". Quindi parla dell’avvio della sperimentazione all’estero: "Abbiamo individuato una clinica a Capo Verde, attualmente inutilizzata. E’ già stata costituita una cooperativa di pazienti, senza fini di lucro, massimo una quota a testa. Queste persone apriranno un laboratorio con i loro soldi, pagheranno gli stipendi ai nostri biologi e noi le cureremo. Per la sanità sarà una vera rivoluzione, un’innovazione mondiale", "a noi guardano 280 mila famiglie in Italia e due milioni di malati, le patologie rare sono circa 5 mila, le staminali possono curarne più di 120. Io mi sento responsabile nei confronti di questa gente e delle loro speranze".