L’Aula del Senato ha approvato definitivamente la proposta che consente ai cittadini italiani residenti all’estero, in paesi extra-europei, di usufruire del servizio sanitario nazionale a fronte del pagamento di un contributo di 2000 euro l’anno.
Una presa in giro totale, secondo la nostra visione, proprio come abbiamo già avuto modo di scrivere su queste pagine.
Ma c’è di più: oltre al danno, la beffa. Parliamo di una norma fortemente penalizzante introdotta dalla maggioranza, nel silenzio dei media.
L’allarme l’ha lanciato Christian Di Sanzo, deputato Pd eletto nel Nord e Centro America: “Chi inizia a versare il contributo è obbligato a farlo per tutta la vita, pena il pagamento degli arretrati”. Avete capito? Ma è pazzesco!
Cari connazionali, non capiamo davvero per quale motivo dovreste farlo: ma se doveste decidere di pagare 2mila euro l’anno per accedere all’assistenza sanitaria italiana, ricordatevi che dovrete pagare quei soldi ogni anno e per tutta la vita!
Si tratta senza alcun dubbio di un vincolo molto pesante, che trasforma un diritto, quello alla salute, in un vero trappolone.
Siamo davvero amareggiati. Questo governo, ahinoi, ha dimostrato nel corso degli anni di non avere alcun rispetto per gli italiani nel mondo. Siamo alle solite: gli italiani all’estero vanno bene solo quando si tratta di raccogliere voti o di fare cassa.
La cosa più grave, questa volta, è che si voglia vendere ai connazionali questa riforma come fosse qualcosa di “storico”, di “epocale”, di buono, quando invece rappresenta soltanto l’ennesima presa per i fondelli ai danni degli italiani residenti oltre confine.






























