Una chirurga italiana di Medici Senza Frontiere rientrata dalla Repubblica Democratica del Congo è attualmente sotto osservazione presso INMI Spallanzani di Roma dopo essere entrata in contatto diretto con pazienti poi risultati positivi al virus Ebola.
Secondo quanto riportato dalla stampa nazionale, il medico – rimpatriato con un volo speciale come misura precauzionale – non presenta sintomi, elemento che lascia spazio a un cauto ottimismo. La dottoressa sarà comunque sottoposta a 21 giorni di monitoraggio e follow-up sanitario, nel rispetto dei protocolli internazionali di prevenzione e controllo delle infezioni.
L’operatrice sanitaria lavorava presso il centro di salute di Salamat, in Congo, dove il 16 maggio scorso sarebbe entrata in contatto con alcuni pazienti successivamente risultati positivi all’Ebola.
Non solo. Due giorni dopo, il 18 maggio, la chirurga avrebbe anche eseguito un delicato intervento salvavita su un bambino ferito nell’esplosione di una granata. Il piccolo, secondo quanto riferito, è attualmente considerato un caso sospetto di Ebola, in attesa dei risultati definitivi dei test.
L’emergenza sanitaria nella Repubblica Democratica del Congo continua intanto ad aggravarsi. Secondo i dati riportati, i decessi sospetti sarebbero già 238, con oltre mille casi registrati. Un quarto delle vittime sarebbe rappresentato da minori.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità parla apertamente di una “catastrofica collisione tra malattia e conflitto”, denunciando una situazione che starebbe ormai superando la capacità di risposta delle strutture sanitarie locali.
Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha chiesto un cessate il fuoco immediato nelle aree coinvolte dal conflitto.
“Non possiamo costruire la fiducia della comunità o isolare i malati mentre cadono le bombe”, ha dichiarato, lanciando un appello alle parti coinvolte affinché fermino le ostilità per consentire il contenimento dell’epidemia.
Nel frattempo il governo italiano ha annunciato un intervento economico straordinario per sostenere la risposta umanitaria nel Paese africano.
Su indicazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, la Farnesina ha disposto un finanziamento da 1 milione e 150mila euro destinato a rafforzare la sorveglianza epidemiologica, sostenere il sistema sanitario locale e favorire il coinvolgimento delle comunità nelle province maggiormente colpite dall’epidemia.
Le risorse saranno assegnate alle organizzazioni della società civile italiana operative sul territorio congolese, in un contesto che continua a rappresentare una delle emergenze sanitarie e umanitarie più delicate del continente africano.






























