Senato, Romani (Fi) dice no a elezione indiretta

"Non si può non rilevare, come del resto ha esplicitamente dichiarato la senatrice Finocchiaro, quanto le modifiche apportate dalla Camera abbiano indebolito il ruolo del Senato, fino alla sostanziale irrilevanza. Ed è forse proprio nell’elezione indiretta che risiede la causa della sua debolezza: un Senato frutto delle scelte dei consiglieri regionali evidentemente presta il fianco ad una sua diminutio". Così Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia al Senato, in una lettera al Corriere della Sera.

Nella lettera il capogruppo azzurro sostiene che "è necessario oggi individuare una modalità di elezione che ne garantisca la legittimità e rappresentatività, la cui massima espressione è nell’elezione diretta. Affermare che questa soluzione possa rimettere in discussione il necessario superamento del bicameralismo perfetto è senza fondamento. Riteniamo che l’obiettivo prioritario di questa riforma, ossia disegnare un Senato rappresentativo delle esigenze territoriali e svincolato dal rapporto fiduciario con il governo , non sia contraddetto da una modalità di elezione dei senatori che consenta una chiara espressione della volontà popolare. Al contrario garantirebbe la riconoscibilità dei candidati, valorizzando la scelta degli elettori”.

“Proseguiamo su questa strada, affidando ai senatori la forza di un mandato diretto dei cittadini della propria Regione e riportando in capo al Senato le competenze che sono state modificate dalla lettura della Camera. Non si tratta, dunque, di riscrivere l’intero testo, né di ‘ripartire da zero’, ma di trovare il giusto equilibrio tra fonte di legittimazione e funzioni che questa camera sarà chiamata a svolgere".