di Luigi Billè
Gli Italiani all’estero rappresentano una componente strategica della nazione: oltre sei milioni di cittadini che contribuiscono alla proiezione internazionale dell’Italia, alla sua economia, alla sua cultura e alla sua credibilità.
Forza Italia ha storicamente riconosciuto questo valore, ma la distanza tra dichiarazioni e riforme compiute rimane evidente.
La mobilità italiana cresce, si diversifica, si professionalizza; gli strumenti di tutela e rappresentanza avanzano con lentezza.
La responsabilità politica si misura nella capacità di completare ciò che è stato avviato e di colmare ciò che manca.
Un’agenda politica con risultati concreti e obiettivi misurabili
Le principali riforme dedicate agli Italiani nel mondo non sono nate come atti parlamentari isolati, ma come iniziative ideate, promosse e sostenute politicamente da Forza Italia.
Il Ministero degli Italiani all’Estero, concepito da Mirko Tremaglia e promosso durante il Governo Berlusconi, ha rappresentato un passo storico verso una governance dedicata alla mobilità italiana. La sua istituzione, poi assorbita nel MAECI, resta un risultato misurabile e un obiettivo da ricostituire con competenze chiare e budget dedicato.
La riforma Tremagliana sul voto e la rappresentanza parlamentare ha introdotto un modello innovativo di partecipazione democratica, portando all’elezione di diciotto parlamentari nella Circoscrizione Estero.
La successiva riforma costituzionale del taglio dei parlamentari ha ridotto quel numero a dodici, penalizzando fortemente Forza Italia, storicamente radicata nella mobilità italiana, e avvantaggiando il Partito Democratico nella nuova distribuzione dei seggi.
Questa riduzione è avvenuta senza una necessaria rimodulazione delle circoscrizioni, un intervento tecnico indispensabile per garantire equilibrio e rappresentanza, volutamente ignorato dal PD, che ha beneficiato della nuova configurazione.
È un dato politico che non può essere eluso: la rappresentanza degli Italiani nel mondo è stata compressa e riequilibrata a favore di altre forze politiche.
Parallelamente, Forza Italia ha promosso una riforma del MAECI per una modernizzazione del Ministero, orientata ai servizi al cittadino e alle imprese, avviando processi di digitalizzazione e revisione dei flussi che oggi richiedono indicatori chiari di qualità, tempi e accessibilità.
La digitalizzazione dei servizi consolari, con l’introduzione dei primi Totem, ha prodotto risultati concreti: riduzione degli errori di prenotazione, maggiore autonomia dell’utente e un primo passo verso una rete consolare più moderna.
La riapertura e il potenziamento delle sedi diplomatico consolari, l’assunzione di oltre cinquecento nuovi addetti e l’adeguamento salariale del personale a contratto hanno contribuito a ridurre arretrati, migliorare i tempi di risposta e allineare le retribuzioni al costo della vita locale.
Sono risultati misurabili, frutto di una visione politica che ha saputo tradursi in atti amministrativi concreti.
Infine, la riforma della legge sulla cittadinanza, proposta con coraggio e visione, avrebbe potuto ottenere un consenso trasversale anche dalle opposizioni.
L’emendamento della Lega sull’“esclusivamente italiano” ha però alterato l’impianto originario, rendendo il provvedimento conflittuale.
È necessario che ciascuno si assuma le proprie responsabilità politiche e che la riforma venga riportata alla sua coerenza iniziale.
Le rivendicazioni politiche: un’agenda che Forza Italia deve completare
• Ministero degli Italiani all’Estero
• Riforma del MAECI per una modernizzazione del Ministero, orientata ai servizi al cittadino e alle imprese
• Digitalizzazione dei servizi consolari (Totem, piattaforme integrate, accesso guidato)
• Riforma della legge dei Comites
• Riapertura e potenziamento delle sedi consolari
• Stabilizzazione e ampliamento degli organici MAECI
• Adeguamento salariale del personale a contratto
• Riforma della legge sulla cittadinanza
• Modernizzazione del voto all’estero e tutela della rappresentanza parlamentare
Il contributo del CGIE: interventi tecnici con impatto misurabile
All’interno del CGIE, l’impegno si è concentrato nel tradurre una visione riformatrice in interventi tecnici e operativi.
La Task Force CGIE, istituita attraverso ordini del giorno approvati dall’organismo, è oggi uno strumento permanente di supporto alle sedi consolari con ritardi e disfunzioni. Ha prodotto risultati misurabili: riduzione degli arretrati, miglioramento dei flussi e ripristino di standard minimi di servizio.
Le priorità d’appuntamento, ideate e sperimentate a Londra durante la pandemia, sono un altro risultato tangibile. In un momento di pressione straordinaria sui servizi consolari, furono introdotte categorie prioritarie per pensionati, bambini tra gli undici e i diciassette anni e persone con disabilità.
Il modello, efficace e replicabile, è stato esteso alla rete consolare dove possibile e successivamente adottato dal MAECI, che ha ampliato le categorie includendo pensionati over settanta e donne in gravidanza.
Anche qui, l’impatto è misurabile: tempi ridotti per le fasce vulnerabili e maggiore equità nell’accesso ai servizi.
Accanto a questi interventi, il CGIE ha fornito analisi tecniche, proposte operative, monitoraggio dei servizi e collaborazione diretta con le sedi consolari. Un lavoro costante, spesso invisibile, ma essenziale per migliorare la qualità dell’amministrazione pubblica all’estero.
In questo percorso, un contributo civico qualificato proveniente dall’area politica di Forza Italia ha svolto un ruolo determinante nel definire priorità, orientare le scelte tecniche e garantire che il lavoro del CGIE rimanesse ancorato a risultati concreti e misurabili. Una presenza costante, riconosciuta e capace di incidere, che ha portato nella rappresentanza un approccio rigoroso, moderno e orientato ai servizi.
Una nuova agenda per gli Italiani nel mondo
Per recuperare credibilità e ruolo, Forza Italia deve assumere una nuova agenda fondata su servizi consolari moderni e accessibili, tutela previdenziale e lavorativa, promozione linguistica e culturale, riforma della rappresentanza e un coinvolgimento politico stabile e non elettorale.
La mobilità italiana merita strumenti adeguati alla sua complessità e al suo contributo alla nazione.
Conclusione: completare la stagione delle riforme
Gli Italiani all’estero sono una parte essenziale dell’Italia. Forza Italia ha il dovere – e l’opportunità – di completare una stagione di riforme che può restituire dignità, efficienza e rappresentanza a milioni di cittadini. La credibilità non si conquista con slogan, ma con riforme, ascolto e risultati misurabili. La strada è tracciata: ora serve la volontà politica di percorrerla fino in fondo.
*Componente Dipartimento Italiani nel Mondo di Forza Italia, Consigliere CGIE UK






























