Dalla politica interna ai rapporti nel centrodestra, passando per il nucleare, la sicurezza, la legge elettorale e le recenti tensioni legate alle proteste No Tav. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha affrontato numerosi temi di attualità nel corso della tradizionale cerimonia del Ventaglio, organizzata a Palazzo Madama dall’Associazione Stampa Parlamentare.
Tra i passaggi che hanno attirato maggiore attenzione, le dichiarazioni sul rapporto tra Antonio Tajani e Roberto Vannacci, protagonisti negli ultimi giorni del dibattito politico nel centrodestra.
«Tajani è una risorsa per il centrodestra»
Alla domanda su chi sceglierebbe tra Vannacci e Tajani nella tradizionale metafora del “buttare giù dalla torre”, La Russa non ha avuto esitazioni.
«Io Tajani non lo butto mai giù dalla torre perché non solo è un amico, ma è una risorsa della democrazia e del centrodestra», ha affermato il presidente del Senato.
Un riconoscimento politico importante nei confronti del vicepremier e ministro degli Esteri, che arriva mentre il dibattito interno alla coalizione si concentra sul ruolo della componente più moderata e di quella più identitaria.
La replica a Vannacci: «La vera destra? Questa gara non esiste»
La Russa ha commentato anche le recenti dichiarazioni del generale Roberto Vannacci, che aveva rivendicato di rappresentare la “vera destra”.
«Io questa gara su chi è più destra non la faccio», ha dichiarato il presidente del Senato.
Pur manifestando rispetto nei confronti del generale, La Russa ha aggiunto una riflessione dal sapore politico e storico.
«Attenzione a dichiararsi la vera destra, perché storicamente non porta bene».
Legge elettorale: sì alle preferenze
Nel corso dell’incontro con la stampa parlamentare, La Russa è tornato anche sul tema della riforma della legge elettorale, ribadendo il proprio sostegno all’introduzione delle preferenze mantenendo i capilista bloccati.
Secondo il presidente del Senato, questa soluzione rappresenterebbe una mediazione equilibrata tra le diverse esigenze del sistema elettorale.
Ha inoltre ricordato di aver già presentato in passato emendamenti in questa direzione durante la discussione della legge Rosato, sottolineando come l’attuale sistema presenti alcune contraddizioni.
Meloni al Quirinale: «Sarebbe un vantaggio per l’Italia»
Tra i temi affrontati anche quello dell’elezione del prossimo Presidente della Repubblica.
Pur precisando che Giorgia Meloni «non ci pensa nemmeno», La Russa ha affermato che una sua eventuale candidatura al Quirinale rappresenterebbe «un grande vantaggio per l’Italia e per gli italiani».
Secondo il presidente del Senato, dopo Sergio Mattarella, una presidente donna come Meloni sarebbe una prospettiva che il centrodestra vedrebbe con favore.
No Tav e violenza: «Serve una risposta unitaria dello Stato»
Ampio spazio è stato dedicato anche agli episodi di violenza verificatisi durante le recenti manifestazioni No Tav.
La Russa ha espresso apprezzamento per le condanne arrivate sia dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sia dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, auspicando una risposta condivisa contro ogni forma di violenza politica.
Pur escludendo un ritorno al terrorismo degli anni di piombo, il presidente del Senato ha parlato di una escalation che richiede attenzione e strumenti adeguati.
Ha inoltre criticato la decisione del sindaco di Bologna di promuovere una manifestazione pubblica sul caso del giovane Fakir prima della conclusione degli accertamenti giudiziari.
«Capisco la buona fede, ma è stato un piccolo azzardo», ha osservato.
Nucleare: «L’Italia deve andare avanti»
Nel suo intervento La Russa ha rilanciato anche il tema dell’energia.
«Non mi tranquillizza il fatto che la Francia possa avvantaggiarsi delle centrali nucleari poste al confine con l’Italia e noi no», ha dichiarato.
Per questo il presidente del Senato ha espresso l’auspicio che il progetto di rilancio dell’energia nucleare nel nostro Paese possa proseguire.
Femminicidio e legittima difesa
Tra gli altri argomenti affrontati figurano anche il nuovo reato di femminicidio e la normativa sulla legittima difesa.
La Russa ha definito «un errore clamoroso» le critiche rivolte da Vannacci all’introduzione del reato specifico di femminicidio, sostenendo che la nuova fattispecie rappresenta anche un forte messaggio culturale e simbolico da parte dello Stato.
Sulla legittima difesa, invece, ha distinto il piano politico da quello giuridico, spiegando che l’attuale normativa non consente di qualificare come legittima difesa l’inseguimento di un aggressore in fuga. Secondo La Russa, un eventuale intervento legislativo dovrebbe piuttosto riguardare l’eccesso colposo di legittima difesa, tenendo conto dello stato emotivo di chi reagisce dopo aver subito un’aggressione.
Nel suo intervento conclusivo, il presidente del Senato ha ribadito la necessità che maggioranza e opposizione trovino punti di equilibrio sui grandi temi istituzionali, rivendicando il ruolo di garanzia delle istituzioni e il valore del confronto democratico.



























