Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) interviene nel dibattito sulla riforma della legge elettorale e chiede al Parlamento di salvaguardare la rappresentanza degli italiani nel mondo.
L’organismo di rappresentanza delle comunità italiane all’estero ha infatti trasmesso alle Camere un documento contenente proposte e raccomandazioni sulle modifiche riguardanti la Circoscrizione Estero, attualmente all’esame del Senato dopo il via libera della Camera dei Deputati.
Secondo il CGIE, le modifiche previste incidono direttamente sull’esercizio del diritto di voto e sulla rappresentanza democratica di milioni di cittadini italiani residenti fuori dai confini nazionali.
No alla soppressione delle ripartizioni territoriali
Nel documento il Consiglio Generale ribadisce innanzitutto la necessità di garantire sicurezza e integrità del voto all’estero, recependo le proposte già avanzate negli ultimi anni in materia di procedure elettorali.
Ma il punto centrale riguarda la difesa dell’attuale articolazione della Circoscrizione Estero.
Il CGIE esprime infatti la propria contrarietà a qualsiasi modifica o cancellazione delle attuali ripartizioni territoriali, ritenendo che un simile intervento comprometterebbe gravemente la rappresentanza delle collettività italiane nel mondo.
Secondo il Consiglio, eliminare o alterare gli attuali equilibri territoriali significherebbe indebolire il rapporto tra gli eletti e le diverse comunità italiane presenti nei vari continenti.
Difendere il sistema delle preferenze
Tra le raccomandazioni rivolte al Parlamento figura anche la richiesta di mantenere il sistema delle preferenze, considerato uno strumento fondamentale per garantire una rappresentanza più diretta degli italiani residenti all’estero.
Il CGIE chiede inoltre una disciplina più coerente in materia di candidature, così da assicurare maggiore chiarezza e trasparenza nel sistema elettorale della Circoscrizione Estero.
Il richiamo al ruolo del CGIE
Un altro punto ritenuto essenziale riguarda il rispetto delle prerogative attribuite al Consiglio Generale dalla normativa vigente.
Il documento ricorda infatti che la legge istitutiva del CGIE prevede l’obbligatorietà della richiesta del suo parere su tutti i provvedimenti riguardanti gli italiani all’estero.
Una richiesta già avanzata dalla segretaria generale del CGIE, Maria Chiara Prodi, durante l’audizione davanti alla Commissione Affari Costituzionali della Camera lo scorso 4 maggio e successivamente ribadita in tutte le sedi istituzionali.
Il Consiglio auspica quindi che il Parlamento proceda quanto prima alla formale richiesta del parere previsto dalla legge.
Tutelare il diritto di voto degli italiani nel mondo
Con il documento inviato alle Camere, il CGIE intende offrire il proprio contributo al confronto parlamentare sulla riforma elettorale, ribadendo la necessità di preservare il diritto di voto e un’effettiva rappresentanza democratica delle comunità italiane all’estero.
L’obiettivo, sottolinea il Consiglio Generale, è garantire che eventuali modifiche alla disciplina della Circoscrizione Estero rispettino i principi sanciti dalla Costituzione e continuino ad assicurare una rappresentanza equilibrata delle diverse realtà dell’emigrazione italiana nel mondo.
Il dibattito sulla riforma della legge elettorale prosegue dunque anche sul fronte della rappresentanza degli italiani all’estero, un tema che coinvolge milioni di connazionali iscritti all’AIRE e destinato a rimanere al centro del confronto politico nelle prossime settimane.































