Le ondate di calore che stanno interessando l’Europa nel 2026 stanno avendo un impatto senza precedenti, soprattutto sui più piccoli. A lanciare l’allarme è Save the Children, secondo cui nei primi sei mesi dell’anno in Italia circa 24 milioni di persone sono state esposte a episodi di caldo estremo. Tra queste figurano 3,4 milioni di bambini e adolescenti, un dato già doppio rispetto all’intero 2025.
Secondo l’organizzazione umanitaria, il 2026 rischia di diventare uno degli anni peggiori mai registrati per l’esposizione dei minori alle ondate di calore, considerando che il periodo analizzato comprende anche i mesi invernali e primaverili, tradizionalmente caratterizzati da temperature più miti.
Oltre il 40% dei minori italiani esposto al caldo estremo
Nel nostro Paese, i 3,4 milioni di minori esposti rappresentano il 40,5% della popolazione infantile e adolescenziale, contro il 20% registrato nell’intero 2025, quando i bambini coinvolti erano stati circa 1,7 milioni.
Il fenomeno riguarda tutta l’Europa.
In Germania il numero di bambini esposti al caldo estremo nei primi sei mesi del 2026 ha già superato quello registrato complessivamente nei cinque anni precedenti.
Nel Regno Unito, invece, circa 10 milioni di minori, pari a tre quarti della popolazione infantile, hanno vissuto episodi di caldo estremo già nella prima metà dell’anno, il dato più elevato degli ultimi trent’anni.
I più vulnerabili pagano il prezzo più alto
Save the Children sottolinea che gli effetti della crisi climatica non colpiscono tutti allo stesso modo.
I bambini che vivono in condizioni di povertà, i rifugiati, i minori con disabilità o affetti da patologie croniche risultano particolarmente esposti ai rischi legati alle temperature estreme.
Una testimonianza arriva da Zainab, sedicenne attivista di Save the Children UK e affetta da diabete di tipo 1.
«Per molte persone, soprattutto per chi convive con malattie croniche, questo caldo non è semplicemente un disagio, ma un pericolo», racconta.
«Quando le temperature salgono, gestire la mia salute diventa più difficile. La crisi climatica non è qualcosa che osservo dalla finestra: la vivo sulla mia pelle. Il cambiamento climatico non colpisce tutti allo stesso modo, ma quando aumenta la temperatura aumentano anche le disuguaglianze».
Crescono i rischi per la salute
Secondo Save the Children, il riscaldamento globale provocato dall’attività umana sta intensificando la frequenza e la gravità di fenomeni estremi come ondate di calore, incendi e siccità.
Per i bambini il rischio è ancora maggiore, poiché il loro organismo è meno efficiente nella regolazione della temperatura corporea.
Le temperature elevate possono provocare disidratazione, squilibri elettrolitici, febbre, problemi respiratori e disturbi renali, con conseguenze particolarmente gravi nei soggetti più fragili.
A livello globale, l’esposizione dei minori al caldo estremo continua ad aumentare: se negli anni Novanta interessava circa un bambino su dieci, oggi coinvolge in media uno su sette.
Caldo record anche nelle scuole
Le conseguenze delle ondate di calore si riflettono anche sul sistema scolastico.
Nei mesi scorsi diverse scuole in Francia e nel Regno Unito sono state costrette a modificare gli orari delle lezioni o a sospendere temporaneamente le attività per proteggere studenti e personale.
Anche in Italia il caldo nelle aule ha alimentato proteste da parte dei genitori, in particolare negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia.
Secondo Save the Children, le temperature elevate compromettono il sonno, la capacità di apprendimento e il benessere psicofisico dei bambini, incidendo anche sull’accesso ai servizi essenziali.
L’appello: servono politiche climatiche più ambiziose
«Negli ultimi mesi la crisi climatica ha investito bambini e famiglie in tutta Europa con ondate di calore sempre più intense e difficili da sopportare», afferma Matilde Angeltveit, Senior Advisor e Global Climate Advocacy Lead di Save the Children.
«Il caldo estremo sta avendo ripercussioni dirette sulla salute e sul benessere dei minori, interferendo con il sonno, l’apprendimento e l’accesso ai servizi essenziali. Temiamo inoltre che possa avere conseguenze sulle produzioni agricole e provocare un aumento dei prezzi alimentari, aggravando le difficoltà economiche di molte famiglie».
L’organizzazione chiede che i diritti dei bambini siano posti al centro delle politiche climatiche internazionali, con maggiori investimenti per sostenere i Paesi più vulnerabili e un’accelerazione nell’abbandono dei combustibili fossili.
Secondo Save the Children, il tempo per intervenire si sta rapidamente esaurendo: solo azioni immediate e incisive potranno limitare gli effetti della crisi climatica sulle nuove generazioni e garantire ai bambini un futuro più sicuro.





























