Compravendita senatori, Berlusconi imputato: venerdì udienza Gup

Riprendera’ venerdì 19 luglio davanti al gup Amelia Primavera l’udienza preliminare per la vicenda della compravendita dei senatori, in cui sono imputati il leader del Pdl Silvio Berlusconi, l’ex senatore Sergio De Gregorio e l’ex direttore dell’Avanti! Valter Lavitola, tutti accusati di corruzione. Nel corso della precedente udienza, il 27 giugno, De Gregorio, assistito dall’avvocato Carlo Fabbozzo, ha concordato con la Procura un anno e otto mesi di reclusione, con pena sospesa. Sul patteggiamento il gup potrebbe pronunciarsi domani o piu’ verosimilmente in una terza udienza da fissarsi a settembre; prima di entrare nel merito, infatti, dovra’ pronunciarsi su una serie di eccezioni sollevate dai difensori di Berlusconi, Niccolo’ Ghedini e Michele Cerabona, a cominciare da quella di incompetenza territoriale: per la difesa dell’ex premier e di Lavitola, infatti, il Tribunale titolato a giudicare e’ quello di Roma. Gli avvocati hanno inoltre chiesto di trasmettere gli atti alla giunta del Senato perche’ le condotte di De Gregorio sarebbero coperte dalle prerogative garantite ai parlamentari: si rifanno al principio di insindacabilita’ sancito dall’articolo 68 della Costituzione sulla liberta’ di mandato di ciascun eletto.

Quasi certamente l’ex presidente del Consiglio non sara’ presente all’udienza: in Senato infatti e’ prevista la discussione sulla mozione di sfiducia presentata nei confronti del ministro Alfano; un impegno al quale Berlusconi non intende rinunciare, considerando anche che per sostenere il vicepremier nelle ultime ore si e’ esposto personalmente. La riunione a Palazzo Madama si configurerebbe come legittimo impedimento, ma gli avvocati sono orientati a non avvalersene. Sempre a causa della discussione in Senato, e’ possibile che resti a Roma anche l’avvocato Ghedini e che a rappresentare la difesa sia il solo penalista napoletano Cerabona.

Per la pubblica accusa dovrebbero essere presenti in aula, come gia’ nella prima udienza, i pm Alessandro Milita e Maurizio Vanorio, titolari dell’inchiesta assieme ai colleghi Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock. De Gregorio fu eletto senatore nel 2006 nella lista dell’ Italia dei Valori e passo’ poi a sostenere lo schieramento di centrodestra; l’ex parlamentare, a suo dire, cerco’ di convincere anche altri colleghi a passare nelle fila del centrodestra per indebolire il governo, allora guidato da Romano Prodi, e provocarne la caduta. La svolta politica, ha raccontato l’ex senatore, avvenne dopo aver ricevuto tre milioni di euro da Silvio Berlusconi, erogati in varie tranche tramite Valter Lavitola. Quest’ultimo, che e’ detenuto agli arresti domiciliari a Roma per la vicenda dei finanziamenti all’Avanti! e monitorato tramite il braccialetto elettronico, dovrebbe a sua volta presenziare all’udienza, assistito dall’avvocato Gaetano Balice. Al processo si sono gia’ costituiti parti civili Codacons e Idv, mentre il gup ha respinto la richiesta di Antonio Di Pietro.