Ancora sangue in Venezuela [FOTO e VIDEO], restare fermi a guardare è follia

Non basta più la solidarietà a parole, non bastano nemmeno più soldi e medicine. Maduro sta ammazzando i venezuelani a sangue freddo. Ma cosa c’è da spiegare ancora?

Venezuela, chi non è d'accordo col regime di Maduro viene ucciso

Continua a scorrere il sangue per la strade del Venezuela, 121 persone sono state uccise e 1.958 feriti dal primo giorno di aprile, da quando è iniziata l’ondata di proteste contro il governo.

In pochi sono disposti a riconoscere l’Assemblea costituente voluta dal dittatore Maduro. Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio italiano, intervenuto al Tg5 ha sottolineato: “In Venezuela esiste una situazione al limite della guerra civile, al limite di un regime dittatoriale. Noi non riconosceremo l’Assemblea costituente, c’è molta preoccupazione per i 130 mila italo-venezuelani che sono veramente in condizioni molto precarie”. Il governo – ha assicurato il premier – “è attivo non solo sul piano diplomatico ma anche sul piano della loro difesa”.

Anche il Parlamento europeo rifiuta di riconoscere i risultati delle elezioni dell’Assemblea costituente venezuelana e condanna Caracas per le numerose violazioni della Costituzione del Paese e del diritto internazionale. “Come Presidente del Parlamento europeo, appoggio pienamente i rappresentanti del popolo venezuelano: non riconosciamo i risultati di queste elezioni. E’ chiaro che l’attuale regime e’ aggrappato al potere e che la volonta’ del popolo e’ cambiare questo stato di cose”, ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani sottolineando come le azioni delle autorita’ venezuelane non siano una soluzione ai problemi del Paese

Venezuela, migliaia di manifestanti in strada a Caracas – 7 giugno 2017
/ AFP PHOTO / Federico PARRA

Neppure il governo spagnolo riconoscerà le decisioni assunte dalla nuova Assemblea Costituente venezuelana. L’Assemblea “non rappresenta la volontà della maggioranza dei venezuelani e non è la soluzione ai gravi problemi politici e umanitari” del Paese, si legge in un comunicato diffuso dal Ministero degli Esteri di Madrid.

Intanto dal Sud America il ministro degli Esteri argentino Jorge Faurie ha ribadito oggi che è necessario che il Mercosur applichi la “clausola democratica” al Venezuela, paese in cui “non c’è democrazia”.

L’opposizione venezuelana che detiene la maggioranza in Parlamento ha assicurato che le sedute dell’Assemblea continueranno nonostante l’elezione della Costituente.

MORTA RAGAZZINA DI 15 ANNI

Oggi è morta a San Cristobal, nell’ovest del Venezuela, la ragazzina di 15 anni che era rimasta ferita ieri da uno sparo di arma da fuoco al torace. Si chiamava Daniela de Jesus Salomon Machado. Secondo il fidanzato, la ragazza non stava partecipando ad alcuna protesta, ma e’ passata accanto ad un corteo dell’opposizione, proprio mentre un gruppo di chavisti ha iniziato a sparare contro i manifestanti. Daniela con la manifestazione non c’entrava nulla ma ha perso la vita in un Paese impazzito.

CON MADURO IL VENEZUELA VERSO UNA DITTATURA

Monsignor Mario Moronta, vescovo di San Cristobal, lancia un nuovo appello al governo e alla forza armata nazionale bolivariana: “In nome di Dio chiediamo ai dirigenti del governo in tutte le sue espressioni che cambino atteggiamento e ascoltino il popolo, di cui sono servitori”, “ritirino la proposta di un’Assemblea Costituente che non è stata mai convocata dal popolo ed è stata fatta in una forma totalmente incostituzionale”, “è ora di ascoltare il desiderio del popolo, con elezioni regionali e nazionali entro quest’anno”.

IL VIDEO CHE E’ UN DOCUMENTO

Il video pubblicato sulla pagina Facebook di ItaliaChiamaItalia e che alleghiamo a questo articolo mostra una serie di immagini brutali, atti di violenza ingiustificata da parte delle milizie di Maduro nei confronti non solo di manifestanti, ma di cittadini comuni, colpevoli soltanto di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Il filmato parla da solo.

Non basta più la solidarietà a parole, non bastano nemmeno più soldi e medicine. Maduro sta ammazzando i venezuelani a sangue freddo. Ma cosa c’è da spiegare ancora?

Bisogna muoversi e bisogna farlo subito, adesso. Chi ha il potere di sbloccare la situazione, a Roma, lo faccia. L’Italia ha il dovere di intervenire con forza sullo scenario internazionale. Non può lasciare la difesa dei suoi 130mila connazionali a Trump. Il milione di euro che abbiamo inviato a Caracas per i nostri connazionali più bisognosi non risolve certo la situazione, Maduro sta sparando e contro i proiettili c’è poco da fare.

LA POLITICA ITALIANA

Intanto la situazione del Venezuela entra sempre più nel dibattito politico italiano. Secondo il presidente della Commissione Affari esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini, il Venezuela rischia di arrivare a un punto di non ritorno: “Le elezioni dell’Assemblea costituente, contrassegnate da numerose vittime, rischiano di portare il Paese verso un punto di non ritorno”. “La comunità internazionale – sottolinea – non può restare in silenzio, ma deve adoperarsi per garantire il rispetto dei diritti umani e della volontà popolare e scongiurare in ogni modo ulteriori violenze”. Appunto, ma questa comunità internazionale dov’è? Perché non si fa sentire con forza?

IGNAZIO LA RUSSA (FDI), MI ASPETTO UNA AZIONE PIU’ FORTE DEL GOVERNO ITALIANO SUL VENEZUELA

Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia: “È vergognosa l’inerzia della comunità internazionale di fronte a quanto sta accadendo in Venezuela. Maduro massacra chi si oppone alla sua dittatura, celebra consultazioni chiaramente manipolate, distrugge la libertà e la democrazia. Anche il governo italiano si distingue per latitanza di fronte a questa drammatica emergenza. Dove sono tutti gli organismi internazionali che dovrebbero garantire democrazia e diritti fondamentali nel mondo?”.

“L’Italia – aggiunge Gasparri – ha tra l’altro forti legami con il Venezuela, dove vive una vasta comunità di italiani. Il Parlamento deve occuparsene immediatamente perché il massacro in corso non può rimanere senza un’adeguata reazione”.

Gianluca Pini, membro commissione Esteri della Camera, ed Alessandro Pagano membro unione interparlamentare Italia-Venezuela, entrambi della Lega, in una nota congiunta attaccano l’esecutivo guidato da Gentiloni: “Che fa il governo italiano di fronte alla situazione che vive il Venezuela? Sì, il dialogo. I cecchini del nuovo regime sparano e uccidono chi osa dire una parola contro e il nostro governo chiede di avviare il dialogo con le opposizioni. Siamo alla follia”.

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