Pensioni, Poletti: via alla staffetta generazionale (VIDEO)

"Ritengo che nella legge Fornero ci sia un elemento di rigidità strutturale che in fondo non è nemmeno utile. Nel nostro Paese ci sono persone che vorrebbero andare prima in pensione sapendo che questa scelta potrà richiedere loro un sacrificio". Così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in una intervista a Repubblica, sull’intenzione del governo di rendere più flessibile l’età del pensionamento: "Ci sono molte imprese che ci chiedono di favorire il ricambio generazionale, attraverso una sorta di staffetta giovani-anziani. Tra gli obiettivi che ci siamo posti c’è quello di favorire, per questa via, l’ingresso di più giovani nel mercato del lavoro".

"Dobbiamo trovare una strada che permetta di non scaricare i costi sulle casse pubbliche ma consenta una flessibilità in uscita con una penalizzazione dell’assegno futuro". E sul tetto di età dice: "E’ presto per discuterne. Dovremo fare tutte le simulazioni necessarie. Bisogna garantire la stabilità dei conti e rassicurare i mercati che il nostro sistema previdenziale resta sostenibile".

Dalla vicenda dei rimborsi delle pensioni si avranno degli effetti negativi alle prossime elezioni regionali per il Pd? "Io penso che i cittadini italiani siano in grado di capire bene come sono andate le cose. Se avessimo rinviato la decisione saremmo stati valutati come la ‘vecchia politica’ che tira a campare per non pagare dazio" risponde il ministro del Lavoro: "Questo governo si qualifica per l’onestà e la lealtà nei confronti dei cittadini. Non ricorriamo ai giochini. Abbiamo deciso in tempi rapidi anche se nessuno ci chiedeva di farlo in una settimana. Noi abbiamo fiducia nei cittadini italiani".

"Non è vero che ci siamo fatti uno sconto. Ci siamo assunti la responsabilità di decidere e di non fare giochetti come non raramente è capitato in questo Paese. Non abbiamo trattato i cittadini come se non fossero in grado di comprendere. Abbiamo detto con chiarezza quello che si poteva fare nel contesto dato. Lo abbiamo fatto nel rispetto della sentenza della Corte costituzionale e nelle compatibilità economiche possibili". "Certo non potevamo far saltare i conti. D’altra parte, nella nostra Costituzione c’è anche il pareggio di bilancio, non ci sono solo i vincoli europei". E sottolinea che "ai due miliardi e 180 mila che costerà il pagamento degli arretrati vanno aggiunti i 450-500 milioni che dal 2016 ci costerà ogni anno l’indicizzazione dei trattamenti che finora erano stati bloccati". E precisa: "Adotteremo lo schema già introdotto dal governo Letta. Se avessimo adottato il sistema in vigore prima della Fornero avremmo dato più soldi alle persone con le pensioni più alte e meno a quelle con le pensioni più basse. Noi abbiamo ribaltato il modello: chi prende di meno avrà una rivalutazione maggiore, chi prende di più il contrario. Una scelta di equità".