Made in Italy, 3 litri di latte su 4 sono stranieri

Tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri mentre la meta’ delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, ma nessuno lo sa perche’ non e’ obbligatorio riportarlo in etichetta". E’ quanto emerge dal dossier ‘L’attacco alle stalle italiane’ presentato oggi dalla Coldiretti in occasione della piu’ grande operazione di mungitura pubblica in piazza mai realizzata in Italia e nel mondo.  

Dalle frontiere italiane "passano ogni giorno 24 milioni di litri di latte equivalente tra cisterne, semilavorati, formaggi, cagliate polveri di caseina per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa dei consumatori. Complessivamente in Italia sono arrivati 8,6 miliardi di chili in equivalente latte (fra latte liquido, panna, cagliate, polveri, formaggi, yogurt e altro) che vengono utilizzati in latticini e formaggi all’insaputa dei consumatori e a danno degli allevatori perche’ non e’ obbligatorio indicare la provenienza in etichetta".

Ad essere spacciato come italiano "e’ il latte proveniente in cisterne soprattutto da Germania, Francia, Austria, Slovenia, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia e Olanda. In particolare si assiste ad un sostanziale aumento dell’import dei Paesi dell’Est (+18% Ungheria, +14% Slovacchia, +60% Polonia) e una diminuzione di quello importato dai Paesi dell’Ovest (-7% dalla Germania e -13% dalla Francia)", secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat relative ai primi dieci mesi del 2014

"In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza e lo stop al segreto sui flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero e’ un primo passo che va completato con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti", afferma il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo. Ci sono pero’ "anche le cagliate da impiegare nella produzione di mozzarelle che arrivano principalmente dai Paesi dell’Est per un quantitativo che ha raggiunto il milione di quintale all’anno ed e’ diretto per un terzo in Campania. E tra i Paesi esportatori la Lituania negli ultimi 3 anni ha triplicato le spedizioni in Italia".

Un chilogrammo di cagliata usata per fare formaggio "sostituisce circa dieci chili di latte e la presenza non viene indicata in etichetta perche’ non e’ ancora obbligatoria l’indicazione di origine Oltre ad ingannare i consumatori cio’ fa concorrenza sleale nei confronti dei produttori che utilizzano esclusivamente latte fresco". Ma sul mercato europeo e anche in Italia, rileva la Coldiretti, "sono arrivati anche i similgrana di bassa qualita’ spesso venduti con nomi di fantasia che ingannano i consumatori sulla reale origine che e’ prevalentemente di Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Estonia e Lettonia. Una concorrenza sleale nei confronti degli autentici Parmigiano reggiano e Grana Padano che devono essere ottenuti nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione".

Il mercato dei similgrana prodotti nell’Unione Europea "e’ una operazione che, da calcoli prudenziali, vale sul mercato della distribuzione 2 miliardi di euro e che equivale, in termini di valore, all’export di Parmigiano Reggiano e Grana Padano".