L’export continua a essere uno dei principali punti di forza dell’economia italiana e rappresenta una leva fondamentale per la crescita del Paese. È il messaggio emerso dalla 35ª Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE), in corso a Genova, dove istituzioni e rappresentanti del sistema imprenditoriale hanno ribadito il valore strategico delle reti internazionali per sostenere il Made in Italy e aprire nuove opportunità alle imprese italiane.
Ad aprire il confronto è stato Andrea Prete, presidente di Unioncamere, che ha sottolineato la straordinaria capacità dell’Italia di affermarsi sui mercati globali nonostante dimensioni demografiche inferiori rispetto ad altre grandi economie mondiali.
«Siamo una nazione non tanto popolata ma siamo tra i principali esportatori del mondo. È un record da mantenere», ha affermato Prete, evidenziando come il successo dell’export italiano sia il risultato della capacità delle imprese di adattarsi rapidamente ai cambiamenti economici e geopolitici.
Secondo il presidente di Unioncamere, il tessuto produttivo italiano ha dimostrato la propria resilienza soprattutto durante la pandemia, reagendo con maggiore rapidità rispetto a molti concorrenti internazionali. Una capacità di adattamento che oggi spinge le aziende italiane a guardare con interesse a nuovi mercati ad alto potenziale.
Tra le destinazioni strategiche indicate da Prete figurano infatti India, Indonesia e i Paesi del Mercosur, aree che nei prossimi anni potrebbero offrire importanti opportunità di crescita per l’export italiano e per l’internazionalizzazione delle imprese.
Nel suo intervento, il presidente di Unioncamere ha affrontato anche il tema del rapporto tra Italia ed Europa. Pur riconoscendo che in alcuni settori l’Unione Europea abbia prodotto un eccesso di regolamentazione, Prete ha ribadito il ruolo imprescindibile delle istituzioni comunitarie per il futuro economico del Paese.
«L’Europa va migliorata, ma è indispensabile. Senza l’Europa non siamo nessuno», ha dichiarato, sottolineando come il mercato unico e la moneta comune continuino a rappresentare fattori di stabilità e competitività per l’economia italiana.
Altro tema centrale è stato quello dell’energia, considerata una delle principali criticità per la competitività delle imprese nazionali. Prete ha ricordato come il costo dell’energia in Italia resti superiore rispetto ad altri grandi Paesi europei, incidendo sui costi di produzione e sulla capacità competitiva delle aziende.
Per questo motivo il presidente di Unioncamere ha indicato nelle energie rinnovabili uno degli strumenti fondamentali per rafforzare l’autonomia energetica del Paese e ridurre la dipendenza da fattori esterni. Pur invitando a evitare approcci ideologici, Prete ha sostenuto la necessità di accelerare gli investimenti in un settore ritenuto strategico per il futuro dell’economia italiana.
Alla Convention è intervenuto anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, attraverso un videomessaggio dedicato al ruolo delle Camere di Commercio Italiane all’Estero.
Urso ha definito la rete delle 86 CCIE una «infrastruttura strategica e insostituibile» per sostenere la presenza delle imprese italiane sui mercati internazionali. Un sistema che da decenni accompagna il percorso di crescita del Made in Italy nel mondo, favorendo relazioni economiche, investimenti e opportunità commerciali.
Le Camere di Commercio Italiane all’Estero rappresentano infatti uno dei principali punti di riferimento per le aziende che intendono internazionalizzarsi e rafforzare la propria presenza oltreconfine, svolgendo anche un ruolo importante nel mantenere vivo il legame economico e culturale con le comunità italiane nel mondo.
Per il ministro, il Made in Italy continua a essere uno dei simboli più riconoscibili e apprezzati dell’identità nazionale. «È il simbolo di un Paese che sa competere e crescere anche attraverso le crisi», ha affermato, evidenziando come qualità, innovazione e capacità manifatturiera rappresentino ancora oggi gli elementi distintivi dell’offerta italiana sui mercati globali.
La Convention di Genova conferma dunque il ruolo sempre più centrale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero nella strategia di internazionalizzazione del Paese. In un contesto economico globale caratterizzato da trasformazioni rapide e nuove sfide geopolitiche, la rete delle CCIE si conferma un ponte fondamentale tra l’Italia, le sue imprese e le comunità italiane presenti nei cinque continenti.




























