"Una buona notizia e una meno buona": "ci sono state nove archiviazioni di procedure, cosa che consente di ridurre il totale dei contenziosi con Bruxelles" ma "undici casi si aggravano e sei nuovi sono stati aperti". Morale: "Bisogna continuare con accresciuta determinazione nello forzo di adeguamento alle normative europee, esigenza nei confronti nella quale converge anche il Parlamento". Così, il ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero, in una intervista alla Stampa, fa il punto sulle inadempienze imputate da Bruxelles all’Italia.
"La causa principale – spiega – è il ritardo maturato dal processo legislativo di recepimento in Italia. Si erano bloccate in parlamento le leggi comunitarie per il 2011 e 2012", "una seconda causa dei ritardi è legata all’azione del governo e dell’amministrazione. Quando riceviamo le deleghe dal Parlamento dobbiamo agire rapidi, sforzarci di rendere i tempi i più brevi possibili". E quindi indica la sua soluzione: "Poco meno di un anno fa abbiamo varato la legge 234 che ci mette alla pari con gli altri Paesi europei. E’ un buon esempio di intervento sistemico e strutturale. Da un lato coinvolge il Parlamento in anticipo, lo rende democraticamente cosciente di quanto accade. Dall’altro, il governo diventa più responsabile, visto che deputati e senatori lavorano su temi che già conoscono", "la legge 234 stabilisce che ogni ministro, prima di andare a un consiglio dell’Ue, si deve presentare in audizione alla commissione parlamentare competente. In quella sede illustra la situazione e può avere una linea di indirizzo. Dopo la riunione, deve tornare alle Camere e spiegarsi. In questo modo, consente di seguire passo passo l’evoluzione legislativa. Il che dovrebbe accelerare il processo di recepimento".
Infine spiega che prima del semestre di presidenza Ue "si può arrivare a una riduzione notevole delle infrazioni, che ora sono 102. Nessuno è a zero. Ma la media dei grandi Paesi è intorno a sessanta procedure".






























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