"Va rivisto in modo più intelligente il patto di Stabilità. Nel frattempo devono cambiare i tipi di intervento sul territorio". Lo afferma il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando in una intervista all’Unità. Spiega quindi che la bozza della Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, presentata lo scorso ottobre, "resterà aperto fino a dicembre alla consultazione delle parti interessate. Deve poi essere supportato, anche economicamente, come la più grande vera opera infrastrutturale del paese. Dobbiamo cambiare paradigma. A cosa serve realizzare nuove infrastrutture, se poi ogni anno una parte di strade, case, versanti, ponti e ferrovie viene distrutta a causa del dissesto idrogeologico. Per non parlare delle vite umane".
Orlando concorda sull’esiguo stanziamento di soli 30 milioni di euro per il rischio idrogeologico nazionale nella legge di stabilità: "Sarebbe stato ragionevole stanziare quest’anno 500 milioni di euro, invece di 30. Però vi è anche il problema della gestione della spesa. Solo una parte dei due miliardi messi a disposizione è stata poi effettivamente speso. Questo è legato anche al Patto di Stabilità, che ritengo debba essere rivisto in modo più intelligente. A livello Ue deve essere modificato, in modo di non conteggiare la parte relativa alla lotta al dissesto idrogeologico. Ma in attesa che ciò possa essere realizzato, dobbiamo a livello nazionale fare sì che la lotta al dissesto idrogeologico diventi una priorità. In questo momento tra la realizzazione di una piazza e gli interventi di sistemazione di un fiume, sono più importanti quest’ultimi. Anche se possono garantire dei minori ritorni in termini di consenso immediato".






























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