Terremoto, sciame sismico in Campania: rimane la paura

La consapevolezza dello scampato pericolo opposta alla paura di nuove scosse e al disagio di dormire fuori casa: il ‘giorno dopo’ del sisma di magnitudo 4.9 che ha seminato il panico tra Campania e Molise si snoda tra questi due stati d’animo inconciliabili tra loro.

Al netto dei danni, che sono stati contenuti, quel che e’ certo e’ che lo sciame sismico non accenna a diminuire: piu’ di 130 le repliche di magnitudo pari o superiore a 2, una ventina le scosse registrate dalle 22 di ieri nella zona dell’epicentro, tra le province di Caserta e Benevento. Tre le scosse di terremoto avvertite nella notte, la piu’ forte di magnitudo 3.1. Quanto basta dopo lo spavento di ieri per convincere molti degli abitanti dei sei comuni dell’area del Matese, epicentro del sisma, a trascorrere la notte fuori casa.

Chi ne aveva la possibilita’ ha raggiunto parenti fuori regione, in tanti hanno preferito dormire in macchina rimanendo sotto casa, mentre alcune famiglie di Piedimonte Matese, il centro piu’ abitato tra quelli interessati, hanno trovato riparo nell’oratorio di San Filippo. ”Le squadra di vigili del fuoco e Protezione Civile ha funzionato: c’e’ stata una grande collaborazione", ha sottolineato oggi il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Mentre, per l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, sono stati San Gennaro e la Madonna a mettere una mano benevola sulla citta’ di Napoli, dove pure il sisma si e’ fatto sentire e dove numerose sono state le richieste ai vigili del fuoco per controllare crepe e fessure, spesso preesistenti, segno di una vera e propria psicosi crescente. A Piedimonte Matese, dopo le prime verifiche, e’ stata sgomberata un’ala del municipio interessata dal cedimento di un pezzo di cornicione e da alcune lesioni interne, e dichiarata l’inagibilita’ della chiesa seicentesca Ave Gratia Plena, un gioiellino d’arte barocca (”un miracolo – dice il parroco – se nessuno si e’ fatto male”).

Chiusi gli uffici pubblici e anche l’ultimo piano dell’ospedale, con conseguente spostamento dal reparto di pediatria e ostetricia di otto bambini. Tra coloro che hanno trascorso la notte all’aperto, accanto a un falo’ e muniti di coperte, anche i venti frati francescani del convento di Santa Maria Occorrevole, santuario del ‘400 che domina il centro alle pendici del Matese. Nel vicino comune di San Gregorio Matese (Caserta) una frana, provocata dal terremoto, ha determinato la chiusura dell’acquedotto comunale: 1000 gli abitanti senz’acqua riforniti con un’autobotte. Nel pomeriggio riunione tra i sindaci del comprensorio per una gestione comune dell’emergenza. A Napoli invece il Comune ha disposto ”immediate ed approfondite verifiche sulla statica delle scuole cittadine”.

Chiusa per qualche ora anche la Reggia di Caserta, con la sorpresa dei turisti. Il terremoto ha fatto danni anche in Molise: tra gli edifici danneggiati anche un’ala dell’ assessorato regionale alle Politiche sociali a Campobasso. La prossima notte non sara’ meno complicata per gli abitanti dei comuni a ridosso dell’epicentro del sisma e c’e’ chi, come alle case popolari di via Aldo Moro, a Piedimonte Matese, si e’ attrezzato come puo’ allestendo un camion utilizzato come camera da letto, con tanto di letto matrimoniale e telone anti-pioggia, in attesa di avere tutte le garanzie per tornare nella propria casa. Una speranza che per molti rimarra’ tale ancora per giorni. ”E vuol dire che Capodanno lo faremo in piazza – ci scherza con amara ironia Marilu’ – tutti assieme, uniti, come mai prima”.