Venezuela, Corina Yoris accusa il governo: “Paese fallito, esercito assente e vittime sottostimate”
Il Venezuela è ancora alle prese con le conseguenze del devastante terremoto che ha colpito il Paese. Tra macerie, vittime e una macchina dei soccorsi giudicata insufficiente, arrivano le dure accuse dell’opposizione al governo chavista.
In un’intervista rilasciata a La Stampa, Corina Yoris, ex candidata alla presidenza del Venezuela e figura di primo piano dell’opposizione democratica, descrive un Paese travolto non solo dalla calamità naturale, ma anche dalle inefficienze dello Stato.
“Sono viva, ed è quello che conta. Ma sono spaventatissima. Da due notti non riesco a dormire: ho ancora negli occhi le immagini dei soccorritori che estraggono decine di corpi senza vita dalle macerie”, racconta.
Secondo Yoris, il sisma ha messo in luce fragilità strutturali note da tempo. “Il Venezuela è un Paese a elevato rischio sismico eppure moltissimi edifici non rispettavano nemmeno gli standard minimi di sicurezza. Le abitazioni costruite durante il chavismo per le fasce più deboli della popolazione erano realizzate con materiali di scarsa qualità e sono crollate”.
“Lo Stato era assente, i soccorsi affidati ai civili”
L’ex candidata punta il dito contro la gestione dell’emergenza da parte delle autorità.
“A cercare i sopravvissuti c’erano soprattutto i cittadini. È la dimostrazione che lo Stato non funziona e che il Venezuela è diventato un Paese fallito. I militari, sempre presenti quando si tratta di reprimere le proteste, durante questa tragedia erano praticamente assenti”.
Parole durissime anche nei confronti del governo, accusato di non aver saputo organizzare una risposta efficace all’emergenza.
“Bilancio delle vittime manipolato”
Yoris mette inoltre in discussione i dati ufficiali diffusi dalle autorità.
“A mio avviso il numero delle vittime è stato manipolato e fortemente sottostimato, come purtroppo accade spesso anche per le elezioni o per il numero dei prigionieri politici“.
Una denuncia che alimenta le polemiche sulla trasparenza delle informazioni diffuse dal governo venezuelano durante la crisi.
Ospedali in crisi e soccorsi senza mezzi
Secondo il racconto dell’esponente dell’opposizione, il sistema sanitario, già fortemente indebolito negli ultimi anni, sarebbe oggi vicino al collasso.
“Negli ospedali mancano perfino garze e alcol, figuriamoci i medicinali essenziali. La macchina dei soccorsi praticamente non esisteva prima dell’arrivo degli aiuti internazionali. I vigili del fuoco lavoravano illuminando le macerie con le torce dei telefoni cellulari, perché privi delle attrezzature necessarie”.
Il timore di un’escalation sociale
Yoris avverte che la tensione nel Paese potrebbe degenerare.
“Tra la popolazione si respira una rabbia mai vista prima. La presidente Rodríguez è stata contestata e fischiata, mentre soldati e rappresentanti delle istituzioni vengono insultati e minacciati nelle aree colpite dal terremoto. Se questa situazione non verrà gestita, il rischio di un conflitto interno è concreto. Nessuno vuole altre vittime”.
“Maria Corina Machado può guidare il cambiamento”
Per l’ex candidata presidenziale, la soluzione alla crisi passa attraverso un cambiamento politico.
“Sono convinta che solo Maria Corina Machado possa guidare il Venezuela in questa fase così delicata. I venezuelani ripongono in lei una fiducia enorme. Dovrebbe poter rientrare nel Paese, assumere la guida di un governo di salvezza nazionale e accompagnare il Venezuela verso elezioni realmente libere e democratiche”.
Yoris conclude rivolgendo un appello anche agli Stati Uniti, auspicando un maggiore impegno internazionale per favorire una transizione politica che consenta al Paese sudamericano di uscire dalla crisi istituzionale e umanitaria aggravata dal terremoto.





























