Riforme, Napolitano attacca: basta polemiche elettorali

Campagna elettorale e legge elettorale: il filo che le unisce è ben saldo, ma anche intrecciato in modo pressoché intrecciato. E allora i due discorsi (cambiare il Porcellum, andare a votare anticipatamente visti magari i grandi cambiamenti in atto in entrambi i partiti di maggioranza e la sentenza della Corte Costituzionale) si influenzano l’un l’altro. "Anche se non ci sono elezioni dietro l’angolo, le polemiche politiche sono sempre dannatamente elettorali, perché le elezioni va di moda invocarle in ogni momento" ammonisce il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un intervento a un incontro su scienza, innovazione e salute al Senato. Insomma, per il Capo dello Stato non c’è il rischio imminente di ritorno del alle urne: intanto perché il governo Letta mercoledì alla Camera e al Senato dovrebbe ottenere la fiducia, poi perché la proclamata incostituzionalità del Porcellum non può avere conseguenze per l’attuale Parlamento: lo ha sostenuto sin dal primo momento Napolitano, lo ha ribadito oggi il presidente del Senato Pietro Grasso. "Alcuni hanno espresso dubbi sulla legittimità del Parlamento a seguito del breve comunicato stampa con cui la Corte Costituzionale ha reso noto di avere accolto due censure nei confronti della legge elettorale del 2005, chiarendo che la decorrenza degli effetti giuridici avverrà con la rituale pubblicazione della sentenza e ricordando che il Parlamento può sempre approvare una nuova legge nel rispetto dei principi costituzionali.

"Io non voglio entrare nel dibattito sugli effetti che avrà la sentenza sul sistema elettorale – spiega Grasso – perché mi sembra necessario, oltre che doveroso, leggere le motivazioni della Corte per valutare le implicazioni della sentenza. Ma non mi pare dubbio che essa avrà effetto dalla data del deposito mentre non avrà alcuna incidenza sulle applicazioni passate delle norme elettorali, anche in virtù del principio generale di continuità delle istituzioni".Ovvio che però la riforma dell’attuale normativa rimanga fondamentale. "Personalmente – ha aggiunto Grasso – ho avuto modo spesso di richiamare l’attenzione sulla necessità di una riforma elettorale, già da molti mesi, ed auspico adesso che il monito della Corte Costituzionale sproni le parti politiche a raggiungere un’intesa su un testo condiviso nel tempo più breve e ben prima che la Corte depositi le motivazioni della decisione" Nuova legge elettorale che andrà inserita obbligatoriamente in un contesto più ampio di riforme costituzionali che comportino magari il superamento del bicameralismo perfetto e la trasformazione del Senato in una Camera delle Regioni. Secondo Napolitano "esiste la possibilità di tagliare la duplicazione e qualificare in modo nuovo ed essenziale il Senato", come in Paesi quali Gran Bretagna, Germania e Francia, dove il Senato "ha saputo riformarsi senza scandalo ma con il contributo dei senatori stessi".