Primarie Pd, settimana di fibrillazioni

Meno sei giorni alle primarie del Partito democratico. L’8 dicembre i cittadini italiani che lo vorranno, purché abbiano compiuto il sedicesimo anno di età, potranno recarsi ai seggi per decidere chi sarà il prossimo leader del Pd. L’ultima settimana di campagna elettorale si preannuncia molto calda e legata in particolare alle fibrillazioni nella maggioranza che sostiene il governo Letta. Il favorito numero uno, Matteo Renzi, prosegue i suoi "incontri lungo l’Italia" e, parallelamente, il suo personale botta e risposta con il vicepremier Angelino Alfano, che oggi l’ha avvertito dalle colonne di Repubblica: "Se tira troppo la corda, si va alle elezioni". Immediata la risposta del sindaco di Firenze: "Noi tiriamo la corda? Sono gli italiani che tirano la cinghia. Se vinceremo noi, lavoreremo a una riduzione da un miliardo di euro dei costi della politica, a partire dal Senato, e a un gigantesco piano per il lavoro per tornare ad assumere. La terza priorità sarà l’Europa: l’Europa non è causa di tutti i mali, non è colpa dell’Europa, è colpa dell’Italia che non ha fatto la sua parte per cambiare l’Europa. Se toccherà a noi lo faremo".

Gli aut aut dell’ex rottamatore, però, non sono piaciuti a tutti nel Pd. Gianni Cuperlo, avversario di Renzi alle primarie, sottolinea che "non possiamo dare una scadenza a un governo a guida Pd". Critiche anche da Beppe Fioroni: "E’ più destabilizzante Renzi di quanto non lo siano Grillo e Berlusconi. La cosa più drammatica è che mentre Berlusconi esce dalla scena politica, Renzi, che ha sempre detto ‘non siete stati in grado di segnare un rigore a porta vuota’, passerà alla storia come quello che farà risorgere Berlusconi col voto anticipato facendogli il più grande regalo". Matteo Orfini attacca Renzi sul lato dei contenuti: "Bisogna essere un po’ meno vaghi di quanto è lui, non è che il governo lo si rafforza con un’intervista".

Il capogruppo alla Camera Roberto Speranza si augura che "chiunque vincerà il congresso continuerà a stare dalla parte dell’Italia che, dal mio punto di vista, vuol dire sostenere il lavoro di Enrico Letta". Le critiche nei confronti di Renzi coinvolgono anche i pensatoi più vicini al Pd. La Velina rossa, foglio parlamentare vicino allo schieramento progressista, si chiede: "Siamo veramente curiosi di sapere dove voglia arrivare con la sua propaganda prima delle primarie. Il ‘taverniere fiorentino’ vuole il titolo di ‘caimano rosso’?". E mentre l’ultimo sondaggio di Europa dà Renzi saldamente in testa nella corsa alle primarie con percentuali oltre il 66%, Pasquale Laurito osserva: "Il Pd è sceso al 26%, non è vero che è fermo al 29. E il Movimento 5 Stelle si è rafforzato".

A proposito di sondaggi, il terzo candidato alla guida del partito Giuseppe Civati ostenta sicurezza: "Vinceremo noi, siamo in crescita straordinaria. I pronostici del Pd sono sempre sbagliati. I risultati nei congressi di circolo sono stati buoni per noi che non avevamo l’apparato alle spalle. Segnalo che D’Alema sta con Cuperlo e i dalemiani stanno con Renzi, per cui la nostra è una battaglia difficile. Gli elettori delle primarie saranno tantissimi, anche questo è un pronostico che stanno facendo i giornali dicendo che sono pochi e non è vero". Chi pensa già al dopo 8 dicembre è Fabrizio Barca. L’ex ministro, qualche mese fa considerato il possibile rivale di Matteo Renzi, è pronto a ripartire "dopo mesi trascorsi ad imparare un partito e verificare la tenuta di un metodo. Ora proveremo ad applicare le nostre idee in un numero limitato di luoghi e a tradurre le idee del territorio in prototipi per il partito. Il mio auspicio – chiude – è che dal 9 dicembre nel partito si apra uno spazio di confronto e di discussione nazionale che dia visibilità e voce alla ‘pressione’ dei luoghi. Il nuovo segretario è chiamato a partire anche da lì. Anzi, soprattutto da lì".