Micheloni (Pd), no a tassazioni ai lavoratori italiani all’estero

"Sono quasi 10 anni che sono in Senato ed è la prima volta che chiederò all’Aula di votare per superare il parere contrario espresso dalla Commissione bilancio ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione. Vorrei ricordare che il 16 settembre 2011 in questo Senato su mia iniziativa, e con il sostegno dell’allora Presidente della Commissione esteri Dini e del senatore Tonini che era il mio Capogruppo in Commissione esteri, abbiamo organizzato un colloquio con il Senato svizzero per superare il blocco dell’allora ministro Tremonti per firmare l’accordo Svizzera-Italia sulla doppia imposizione e sui capitali italiani detenuti in Svizzera. Se all’epoca avessimo firmato quell’accordo, non staremmo oggi a festeggiare forse 2 miliardi, ma sarebbero già entrati nelle casse dello Stato italiano più di una ventina di miliardi dal 2011". Lo afferma in aula il senatore eletto all’estero Claudio Micheloni.

"Chiediamo – dice ancora Micheloni – semplicemente il rispetto del diritto. Applicare ai lavoratori italiani residenti all’estero le regole per la denuncia volontaria dei capitali detenuti all’estero è un furto di Stato e un mancato rispetto degli accordi internazionali per evitare la doppia imposizione. Questo problema riguarda anche gli ex emigrati, alcuni dei quali, rientrando in Italia, hanno commesso l’errore di lasciare un gruzzoletto all’estero. Stiamo parlando di somme attorno a 10.000, 20.000, 50.000 euro per chi è fortunato, che sono state lasciate in Svizzera o in Germania e non sono state dichiarate nel modulo RW".

 "In entrambi gli emendamenti – spiega il senatore Micheloni nel suo intervento in Aula – è precisato che questi provvedimenti riguardano risorse prodotte all’estero e durante il periodo di iscrizione all’Aire. Oggi il Fisco italiano ha tutti i mezzi possibili e immaginabili per verificare la tracciabilità di questi fondi. Dunque per noi non è accettabile farci assimilare agli evasori fiscali. Noi siamo per la lotta all’evasione fiscale e l’abbiamo dimostrato per anni avanzando proposte che avrebbero fatto entrare molti miliardi nei nostri conti". "Chiedo pertanto – conclude – che l’Assemblea si esprima al fine di superare la contrarietà ex articolo 81 della Costituzione e di mettere in votazione gli emendamenti in esame. Speravo di non dover fare questo intervento e che arrivasse una proposta da parte del governo".