Marò italiani all’estero, il mondo intero ci ride in faccia – di Leonardo Cecca

Lungi dal mancare di rispetto a Napolitano, ma spesso e volentieri ho l’impressione che sia lui, sia la folta schiera di consiglieri, segretari abbiano la memoria corta e/o e che non si rendano conto che le persone hanno necessità, da parte di chi siede sulle dorate poltrone, di maggiore sincerità.

Giorni or sono il Presidente si è lasciato andare ad una dura reprimenda nei confronti dell’attuale opposizione governativa, soprattutto di quella interna al Pd. Le sue parole: "Non possiamo essere ancora il Paese attraversato da discussioni ipotetiche, se e quando e come si voglia e si possa puntare su elezioni anticipate” e “venti di scissione in questa o quella formazione politica, magari nello stesso partito di maggioranza relativa” sono eloquenti; non ha perso quindi tempo nell’invitare governo e sindacati ad una più stretta collaborazione.

Ora, dopo che la corte indiana ha rigettato le istanze dei due Marò, esprime parole di critica verso tale decisione. A questo punto viene da chiedersi a che gioco giochiamo; infatti, se non sbaglio, la vicenda dei due Marò è iniziata sotto il governo Monti, voluto da lui. Il governo Monti e i due successivi, nessuno dei tre eletto da popolo, di fronte a tale vicenda hanno mostrato la più totale ed assoluta inettitudine e si son fatti ridere alle spalle, quando per ben due volte l’India ha mandato in Italia i due militari ed i nostri governi ottusi li hanno poi, finite le ferie, fatti rientrare. Ebbene, ora si indigna, mentre altre volte ha preferito sorvolare. Che a qualcuna venga in mente che l’Italia non conta nulla? No, perché primeggiamo nel fare scompisciare dalle risate il mondo intero. Purtroppo i nostri governanti fanno finta di non averlo capito.

Circa la collaborazione politica e tanti altri bla bla, forse Napolitano non ha mai sentito parlare di quel ribaltone che tanti (dall’Italia fino agli USA) gli addebitano, non ha mai sentito parlare di Fini, che andava a colloquiare col Capo di Stato, per poi tradire Berlusconi. Due belle figure e/o dimostrazioni di scarsa memoria in due giorni mi sembrano troppe anche per un fan del comunismo.

Viene proprio da chiedersi se oltre ad essere tartassati dalle tasse, da una burocrazia che intralcia, da una parte della magistratura che imperterrita continua a dare triste spettacolo, ci si deve sorbire certi sermoni che ormai fanno solo incazzare.

A questo punto non ci rimane che sognare un po’ con le sparate di Renzi: l’ultima vuol candidare l’Italia per le Olimpiadi del 2024; viene da chiedergli: "Oh Renzi, ma icchè tu dici?”. Come faremo a costruire le grosse opere necessarie per tale evento, se in Italia anche per costruire un pollaio occorrono montagne di carta, mesi di attesa ed il benestare di decine di pinco palla? Vabbé, uno parla troppo e l’altro fa finta di dimenticarsi: siamo proprio messi bene.