"Parlero’ con Pallotta nelle prossime ore e non credo che ci siano ritardi o che ne avremo". Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, intervenuto questa mattina a Radio Radio, rispondendo a chi gli chiedeva a che punto fosse il lavoro sullo stadio della Roma. "Ieri pomeriggio ho sollecitato l’assessore all’Urbanistica, Giovanni Caudo, – ha spiegato – chiedendogli di contattare Pallotta perche’ noi abbiamo fatto il nostro lavoro e ora loro devono presentare il progetto definitivo, per arrivare entro quest’anno alla posa della prima pietra. Sara’ uno stadio importante per la citta’, per la candidatura di Roma alle Olimpiadi e per i tifosi e voglio anche io vedere Francesco Totti giocare nel nuovo stadio".
A proposito del nuovo logo di Roma Capitale: "Bisogna spiegare con chiarezza che il logo della Lupa rimane. Non abbiamo cancellato il logo di Roma. Semplicemente, come fanno citta’ come New York, Londra o Parigi, vogliamo incassare a favore dei cittadini di Roma soldi vendendo t-shirt o altri oggetti che ricordino Roma. Chi non ha mai comprato una maglietta di Harvard andando a Boston…". E a chi gli chiede un commento sulla scelta di utilizzare il nome della citta’ in inglese risponde: "E’ un punto di vista. Le persone a cui abbiamo affidato lo studio di quegli oggetti da vendere hanno immaginato che questo ci potrebbe portare maggiori vendite".
Sulla sicurezza nella capitale: "Desidero ci sia uno sforzo maggiore da parte delle forze dell’ordine e del Prefetto. Sono arrivato al punto di esplodere durante una riunione in Prefettura – racconta – dicendo che se le forze dell’ordine non sono in grado di esercitare un controllo appropriato del territorio allora dovremmo dirlo con chiarezza e andare dal Ministro dell’Interno per dire che c’e’ una incapacita’ da parte della Prefettura".
Olimpiadi nel 2024? "Sono convinto che le Olimpiadi debbono essere partecipate con il cuore ma ragionate con il cervello. Sono una straordinaria occasione per migliorare i trasporti, la viabilita’ e l’urbanistica. Abbiamo delle periferie dove i lavori non vengono fatti da decenni – spiega – abbiamo scheletri di architettura, come le Vele di Calatrava, o ferite come i tunnel costruiti sotto Monte Mario ora chiusi. Le Olimpiadi possono essere opportunita’ per ricucire aree citta’ abbandonate, creare luoghi di inclusione sociale, chiudere il trasporto sul ferro affinche’ Roma diventi come Londra o Parigi ovvero una citta’ in cui ci si possa spostare in tempi certi".






























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