Eros Ramazzotti si prepara a tornare protagonista sulla scena internazionale con il tour mondiale “Una storia importante”, che nel 2026 toccherà Europa, Stati Uniti, Canada e America Latina, confermando ancora una volta il forte legame tra la musica italiana e le comunità italiane all’estero.
Il nuovo tour arriva in un momento delicato sul fronte societario: la Radiorama, che gestisce i diritti musicali dell’artista, ha chiuso il bilancio 2025 con una perdita superiore al milione di euro.
Successo europeo sold out
Nonostante le difficoltà economiche della società, il 2026 potrebbe segnare una ripartenza grazie al grande successo internazionale del tour.
Tra febbraio e maggio, Ramazzotti ha registrato il tutto esaurito in numerose città europee, tra cui Parigi, Bruxelles, Berlino, Madrid e Barcellona.
Il tour ha inoltre raggiunto Paesi dell’Europa orientale come Polonia, Romania, Serbia e Croazia, confermando la popolarità del cantante italiano anche nei mercati internazionali meno tradizionali.
Gli stadi italiani
Dopo la tournée europea sarà il momento degli appuntamenti negli stadi italiani.
Il calendario prevede concerti il 9 giugno a Milano, il 13 giugno a Napoli, il 16 giugno a Roma e il 27 giugno a Torino.
Nord e Sud America nel segno degli italiani all’estero
Da ottobre il tour si sposterà oltreoceano, partendo da Canada e Stati Uniti.
Tra gli eventi più attesi figura il concerto del 24 ottobre al Madison Square Garden di New York, storica tappa simbolo per gli artisti italiani impegnati nelle tournée internazionali.
Successivamente Ramazzotti porterà la sua musica in Messico, Costa Rica, Colombia, Perù, Cile, Brasile e Argentina.
La musica italiana come ponte globale
Il tour di Eros Ramazzotti rappresenta anche un viaggio dentro le comunità italiane nel mondo, da sempre legate alla musica italiana come elemento identitario e culturale.
Dall’Europa alle Americhe, il cantautore romano continua infatti a essere uno degli artisti italiani più conosciuti a livello internazionale, capace di riempire arene e stadi davanti a pubblici composti non solo da italiani emigrati, ma anche da generazioni di fan stranieri cresciuti con la musica italiana.




























