Difendere e rafforzare la rappresentanza degli italiani nel mondo. È questo il messaggio lanciato dalla segretaria generale del CGIE, Maria Chiara Prodi, intervenendo all’apertura dell’Assemblea plenaria del Consiglio presso la Farnesina a Roma.
Nel suo intervento, Prodi ha definito la rappresentanza degli italiani all’estero “un sistema maturo”, costruito nel tempo grazie all’impegno e alle battaglie portate avanti da generazioni di connazionali emigrati.
“Un patrimonio da rispettare”
“La rappresentanza degli italiani all’estero deve essere trattata con rispetto, conoscenza e cura”, ha dichiarato la segretaria generale, sottolineando il valore politico e istituzionale di un sistema che oggi coinvolge milioni di italiani residenti fuori dai confini nazionali.
Prodi ha ricordato come i lavori della plenaria siano stati preceduti dalle riunioni delle commissioni territoriali e tematiche del CGIE, evidenziando “la ricchezza del lavoro svolto” e la necessità di valorizzare il contributo di tutte le componenti del Consiglio.
Un CGIE più trasparente e aperto
Nel corso del suo intervento, la segretaria generale ha anche rivendicato il percorso di rafforzamento interno dell’organismo, definendolo sempre più trasparente e capace di diffondere competenze e informazioni verso l’esterno.
Tra gli strumenti citati figurano webinar, approfondimenti pubblici e iniziative promosse dalle commissioni del Consiglio per coinvolgere maggiormente le comunità italiane nel mondo.
I 40 anni dei Comites e i 20 della Circoscrizione Estero
Prodi ha poi richiamato due anniversari simbolici per la rappresentanza degli italiani all’estero: i 40 anni dei Com.It.Es. e i 20 anni della Circoscrizione Estero.
Ricorrenze che, secondo la segretaria generale, devono servire a ricordare il lungo percorso che ha portato alla costruzione dell’attuale sistema di partecipazione democratica delle comunità italiane fuori dall’Italia.
“Non interrompere questo percorso”
Nel passaggio conclusivo del suo intervento, Prodi ha messo in guardia dal rischio di indebolire il sistema di rappresentanza per motivi burocratici o per carenze di comunicazione e informazione.
“È una storia che va rispettata e accompagnata nel futuro”, ha affermato, ribadendo la necessità di continuare a investire nella partecipazione degli italiani all’estero e nel dialogo con le istituzioni.
Il ruolo strategico degli italiani nel mondo
L’Assemblea plenaria del CGIE si conferma così un momento centrale di confronto sulle politiche dedicate agli italiani all’estero, in una fase segnata da importanti sfide legate alla mobilità internazionale, ai servizi consolari, alla cittadinanza e alla partecipazione democratica.
Temi che riguardano direttamente milioni di connazionali e che rappresentano una componente sempre più strategica del rapporto tra Italia e comunità italiane nel mondo.





























