“Le infermiere e gli infermieri raccolti nelle varie associazioni nazionali costituiscono un vero e proprio esercito del bene”. Con queste parole il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto alla cerimonia per il centenario della Giornata internazionale dell’infermiere, svoltasi presso l’Auditorium Antonianum.
La ricorrenza viene celebrata nel giorno della nascita di Florence Nightingale, nata a Firenze nel 1820 e considerata la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna.
Nel suo intervento, Mattarella ha voluto sottolineare il valore umano e sociale della professione infermieristica: “Gli infermieri operano contro la malattia che vulnera l’integrità della persona negli aspetti fisici e morali. Il centro del vostro impegno è la persona”.
Il Capo dello Stato ha poi ribadito il ruolo fondamentale degli infermieri all’interno del sistema sanitario: “L’infermiere è vita. L’infermiere è ovunque, per il bene di tutti. La salute è un diritto di civiltà”.
Un passaggio particolarmente intenso del discorso è stato dedicato ai contesti di guerra e alle emergenze umanitarie internazionali. Mattarella ha ricordato il coraggio degli operatori sanitari impegnati nelle aree di conflitto: “Non esito a paragonare a gesti eroici quelli compiuti dai vostri colleghi a Gaza, dove un sistema sanitario, già fragile, è stato demolito, distrutto”.
Ampio spazio anche al ricordo della pandemia da Covid-19 e al sacrificio vissuto dagli operatori sanitari italiani. “Desidero doverosamente ribadire la gratitudine della Repubblica per quel che avete fatto. E per quello che continuate a fare ogni giorno, infondendo fiducia, testimoniando umanità e solidarietà”, ha dichiarato il Presidente, ricordando “i sacrifici immani” affrontati da medici, infermieri e personale sanitario durante l’emergenza.
Nel corso del suo intervento, Mattarella ha inoltre richiamato l’attenzione sulla centralità della sanità pubblica e del diritto universale alla salute, definendolo “una pietra angolare della nostra democrazia e della nostra stessa libertà”.
“Solidarietà e cura non possono avere carattere di eccezionalità. Prendersi cura dell’altro, degli altri, è parte essenziale del nostro benessere, della nostra sicurezza, della qualità della nostra vita”, ha aggiunto il Capo dello Stato, sottolineando come il lavoro degli infermieri rappresenti “un saldo punto di riferimento nella vita dell’intera comunità”.
Il Presidente della Repubblica ha infine affrontato il tema della carenza di personale sanitario in Italia. “Gli infermieri sono oggi 462 mila”, ha ricordato, evidenziando però che il numero resta insufficiente rispetto alle esigenze del Paese. Da qui l’appello a investire maggiormente nella formazione e nella valorizzazione professionale, evitando che “i nostri giovani professionalizzati vadano all’estero per trovare riconoscimenti e retribuzioni migliori”.
Mattarella ha concluso ribadendo la necessità di garantire pari diritti sanitari su tutto il territorio nazionale, senza differenze tra grandi città e aree interne, perché “non può esistere un diritto alla salute diseguale per i cittadini”.




























