Mafia Capitale, i soldi non hanno odore: a Roma intreccio fra criminalità e politica

Roma continua a tremare, dopo lo scandalo a cui è stato dato il nome di Mafia Capitale: intrecci fra criminalità organizzata e politica per fare soldi su soldi. La politica romana potrebbe non essere mai più la stessa.

Nelle scorse ore i giornali hanno pubblicato una foto (allegata a questo articolo) che parla chiarissimo: nell’immagine, alla stessa tavola, durante una cena, ci sono Giuliano Poletti, attualmente ministro del Lavoro del governo Renzi, l’allora sindaco Alemanno, l’ex capo dell’Ama Panzironi, il dimissionario assessore alla casa Ozzimo e il capo della cooperativa sociale 29 giugno, Salvatore Buzzi, definito dai pm romani "braccio destro imprenditoriale" di Carminati.

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IL MINISTRO DEL LAVORO Oggi Poletti, in una intervista al Messaggero, commenta così: “Sono stufo di essere tirato in ballo per quella foto del 2010. Come presidente della Lega coop partecipavo a migliaia di iniziative e non potevo conoscere tutti coloro che incontravo. E in ogni caso non c’è alcuna mia responsabilità". "Sono sereno – aggiunge -, non ho fatto nulla con nessuno e non ci possono essere, e non ci sono, corresponsabilità di alcun tipo”.

ROBERTO SAVIANO "Dice in tv il premier Matteo Renzi che ‘non si può mettere in mezzo Poletti perché ha partecipato a una cena’. Giusto: non c’è, ripetiamo, nessun reato che viene contestato. Ma è politicamente che questo rapporto può essere considerato grave, anzi gravissimo. E’ di questo che il ministro deve rispondere al Paese e in Parlamento. Non basta dire ‘non sapevo, non potevo sapere, non c’entro’. Non si tratta di una semplice foto scattata, ma di un rapporto continuativo, durato anni. Perché?". Così Roberto Saviano in un articolo sulla prima pagina di Repubblica riferendosi alla foto nella quale, quando era ancora presidente di Legacoop, nel 2010, organizzata da Salvatore Buzzi, coinvolto nell’inchiesta sulla "cupola" romana.

L’EX ASSESSORE DI ALEMANNO Umberto Croppi, però, ex assessore della Giunta Alemanno poi dimessosi, questa mattina ad Agora’, su Rai Tre, punta il dito proprio contro Poletti e spiega: “Nella cena rappresentata nella foto con Poletti si sta festeggiando un meccanismo inventato perche’ il Comune non aveva piu’ i soldi per pagare le cooperative. Il Comune di Roma si e’ inventato in maniera bipartisan un meccanismo secondo me illegittimo per cui le cooperative vengono pagate ancora oggi con un’anticipazione bancaria garantita dal Comune, con il sistema del cosiddetto pro soluto, che non e’ ammesso dalla contabilita’ della pubblica amministrazione". "Siccome si inventarono questo trucco illegittimo – spiega – si ritrovarono a festeggiare insieme a questa che e’ la piu’ grande cooperativa di Roma, e per questo c’e’ Poletti che allora era investito di quel ruolo".

GIORGIA MELONI Giorgia Meloni, intervistata da Il Giornale, dice: "il vero scandalo romano? Hanno lucrato sui poveri". La presidente di Fratelli d’Italia prende le distanze dalle etichette date all’inchiesta: "Guai ad incolpare solo la destra" e aggiunge "l’unico colore politico è il colore dei soldi". Poi difende Alemanno: "Non credo che sia coinvolto". E sottolinea un aspetto dei rapporti tra politica e malavita: "La mafia tradizionale usa il ricatto per estorcere denaro o affiliazioni", qui invece "ci si rivolge volentieri a certi personaggi per conquistare potere o essere eletti". Infine se la prende con l’abolizione dei fondi ai partiti: "in Italia siamo passati da un sistema con zero controlli a uno con zero finanziamenti" e "oggi in un epoca post-ideologica le donazioni alla politica hanno spesso altri fini".

IL SINDACO MARINO Intanto, dopo tutta la bufera che si è scatenata, Matteo Renzi ha deciso di commissariare il Pd di Roma. Eugenio Marino, sindaco della Capitale, commenta così: “Penso che Matteo Renzi abbia fatto la scelta che riteneva piu’ giusta. Non posso fare nessun altro commento – spiega – perche’ non ho parlato con lui ne’ Graziano Delrio mi ha spiegato quali siano state le motivazioni che hanno portato a questa decisione. Quindi sono aspetti che non conosco". "Posso solo dire che ho stima personale, avendoci lavorato insieme cinque anni in Commissione d’inchiesta sul servizio sanitario nazionale, per Lionello Cosentino. Ho stima personale per Matteo Orfini che conosco credo da circa 16 anni perche’ lo conoscevo da prima di trasferirmi in Italia. Sono due persone con cui ho lavorato e sono certo che continuerò a farlo bene".

IL VICESEGRETARIO PD Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd, in un’intervista a "La Repubblica" commenta la decisione annunciata ieri dal premier e leader del partito, Matteo Renzi, sul commissariamento del Partito Democratico alla luce dell’inchiesta "Terra di mezzo" nella Capitale: “E’ stato deciso di comune accordo con il segretario capitolino Lionello Cosentino, che ha fatto un passo indietro e che ringrazio. Il commissariamento e’ un segnale molto chiaro all’opinione pubblica e ai nostri militanti della volonta’ di voltare pagina. E’ stato scelto il presidente del partito Matteo Orfini come commissario perche’ ha l’autorevolezza per svolgere un compito così delicato". "Ci sono tante situazioni che saranno approfondite: chi ha sbagliato paghera’. Per avere un giudizio definitivo va atteso l’esito delle indagini che chiariranno cio’ che intanto appare. Ma voglio essere chiaro, il Pd e’ al fianco dei magistrati".