Forconi, Cofferati (Pd): è la fine del movimento, ma il malessere resta

La violenza "ha dato visibilità alla protesta. Che ha bloccato le città e ha conquistato una grande eco. Ma non sono mai state manifestazioni di massa" ed ora il "in parte" è finito "anche se le ragioni del malessere di alcuni rimangono. Ma è difficile che questo malessere possa essere rappresentato da un soggetto così, opaco negli obiettivi". Lo afferma in una intervista al Quotidiano nazionale Sergio Cofferati.

L’ex segretario della Cgil, oggi eurodeputato per il Pd, che nel 2002 portò milioni di persone al Circo Massimo per dire no all’abolizione dell’articolo 18 "il governo deve dare risposte efficaci ad alcune sollecitazioni, anche confuse", "il Paese sta pagando gli effetti della recessione. Abbiamo bisogno di un processo di crescita per ridare prospettive", "la cosa principale è una, concentrare le energie sulle politiche per lo sviluppo" con "investimenti pubblici in grado di trainare quelli privati. A questo punto immagino che la domanda sia: e i soldi dove si trovano? Rispondo: c’è bisogno di un contributo straordinario da parte di chi ha maggior reddito".

"Che un movimento violento come i Forconi non trovi consenso è un bene, io sono contento che sia andata così. Ma a questo punto, a maggior ragione, bisogna rispondere a quello che hanno cercato di rappresentare. Guai a dire: i Forconi hanno fallito, e proseguire come se nulla fosse… Il monito di Napolitano sulle piazze è del tutto condivisibile".