Dl carceri, Cancellieri: ora Italia in Europa a testa alta

Italian foreign minister Anna Maria Cancellieri sits during a session prior of a confidence vote at the Italian Senate on November 17, 2011 in Rome. Italy's new Prime Minister Mario Monti is set to unveil his economic programme Thursday, under heavy scrutiny from global leaders, financial markets and parliamentarians wary of hard-hitting reforms. AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI (Photo credit should read ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

"L’ho detto e l’ho ripetuto: il decreto non è un indultino e non ci sono problemi per la sicurezza visto che ogni uscita sarà prima valutata dal giudice di sorveglianza. Si tratta di un provvedimento che continua nella direzione già tracciata di voler cambiare un atteggiamento culturale sbagliato e perdente nei confronti del carcere e anchilosato da vent’anni di burocrazie spesso inutili. Il carcere non è una fogna, come dice papa Francesco. E l’Italia, come dice il premier Letta, deve ricordare di essere la patria di Cesare Beccaria". Così il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri in una intervista all’Unità in merito al decreto carceri.

E aggiunge: "Proprio perché non c’è nulla di automatico è molto difficile indicare i detenuti che potranno beneficiare delle misure. L’unico dato certo sono i 1.700 che a giugno 2014 potranno usufruire della cosiddetta ‘liberazione anticipata’, 75 giorni di sconto di pena invece di 45 per buona condotta ogni sei mesi". Per quanto riguarda i tossicodipendenti sottolinea che "abbiamo introdotto il reato di spaccio di lieve entità. Al netto quindi del tossicodipendente che ruba, scippa o fa rapine, abbiamo cercato di dare una chance a quei ragazzi che finiscono in carcere per reati di piccolo spaccio, sono recidivi e cumulano pene pazzesche. Dobbiamo dare loro una chance e permettere di andare, su richiesta e dopo il vaglio del giudice, in comunità assistite dove possono lavorare. Il protocollo con la Regione Toscana spero possa essere solo il primo di una lunga serie".

Il ministro prosegue: "Abbiamo un problema sul carcere grosso come una casa al netto del fatto che a fine maggio ci costerà circa 100 milioni di multa da parte della Ue. Sto cercando di non farli aumentare e di non pagarli. In agosto un primo decreto ha fatti uscire tremila detenuti. A giugno avremo 4.500 posti letto in più per arrivare a 12mila nel 2015. Sto aumentando l’ora d’aria, trovo soluzioni per impiegare le ore in attività lavorative. E nato il garante nazionale come interlocutore del detenuto che potrà denunciare la lesioni di diritti. L’Italia adesso è un paese che, sul fronte dell’esecuzione della pena, può andare a Bruxelles a testa alta”.

Il rimpasto? "Non ne so nulla. Sono sempre stata e resto un servitore dello Stato. Finché mi si chiede di farlo. Altrimenti me ne vado. Un servitore obbedisce agli ordini, anche se non è d’accordo. Dunque farò quello che mi sarà richiesto, consapevole che la politica è anche calcolo. Nel frattempo penso a lavorare". Alla domanda se il governo durerà fino in primavera risponde: Non ho la sfera di cristallo. Abbiamo un’agenda molto ricca. Lavoriamo come se avessimo davanti un anno anche se ogni giorno potrebbe essere l’ultimo".