‘Il Colosseo non diventerà Las Vegas né una arena rock’

"Il Colosseo non diventerà Las Vegas. La proposta è frutto della Soprintendenza archeologica di Roma, non di un mio raptus". Così il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, in una intervista a Repubblica, risponde alle polemiche sull’utilizzo dell’arena del monumento per gli spettacoli dopo il varo di un piano da 18,5 milioni: "Sul Colosseo faremo un intervento scientifico inoppugnabile. L’arena c’è stata fino alla fine dell’Ottocento. Poi, dopo gli scavi, non è stata più ripristinata. La proposta di ricostruirla è dell’archeologo Daniele Manacorda. C’è un dibattito nella comunità scientifica, e va bene. Tutte le opinioni sono rispettabili, ma in tanti sono d’accordo con il progetto: penso ad Adriano La Regina, Andrea Carandini, al presidente del consiglio superiore dei Beni culturali Giuliano Volpe. Non si può dire che siano tutti incapaci".

Il ministro sottolinea anche che "il restauro si realizza con le risorse di Della Valle, a cui bisognerebbe dire grazie per i 25 milioni investiti, invece di attaccarlo. La prima parte del progetto che riguarda l’arena sarà un’analisi di massimo rigore per capire come procedere. La seconda sarà la fase di intervento vero e proprio che procederà con la consapevolezza di avere addosso gli occhi del mondo. La visita ai sotterranei del Colosseo diventerà più affascinante, con un’illuminazione suggestiva. La fruizione turistica del monumento migliorerà. Si avrà una nuova prospettiva dal centro dell’arena. E, una volta completati i lavori, penseremo anche a utilizzare quello spazio in un modo diverso" ma "nessuno pensa alle partite di calcio proposte dal presidente della Roma o ai concerti rock. Ci saranno solo eventi di altissima qualità. Penso alle tragedie di Seneca, ma anche a uno spettacolo di danza con Roberto Bolle o a un concerto di Paolo Fresu. Teniamo presente che l’arena ospiterà solo qualche centinaio di persone. Ma con la vendita nel mondo dei diritti televisivi degli spettacoli potremo pagare il restauro di pezzi dell’archeologia romana rimasti senza risorse".

Aggiunge anche che "ci sarà un direttore artistico, come accadrà già dal prossimo anno per gli eventi di Pompei" e che "il progetto dovrebbe essere completato in tre-quattro anni. Se c’è una caratteristica dell’Italia, è quella di riuscire a restaurare senza chiudere mai. All’estero i musei chiudono, da noi no".