Tra 70mila e 100mila cristiani discriminati 2013

Il Papa all’Angelus ha affermato che ai cristiani ‘non fa meraviglia’ essere discriminati, giacche’ Gesu’ ‘lo ha preannunciato come occasione propizia per rendere testimonianza. Tuttavia sul piano civile l’ingiustizia va denunciata e eliminata’. "Sono sicuro – ha detto – che purtroppo sono piu’ oggi che nei primi tempi della Chiesa" i nostri fratelli che subiscono violenze. Massimo Introvigne, coordinatore dell’Osservatorio della liberta’ religiosa in Italia, ricorda che "la statistica e’ molto controversa", che "i dati finali per il 2013 si conosceranno nei primi mesi del 2014 ma e’ probabile che, essendo un po’ diminuito il numero di cristiani uccisi in Africa, la cifra possa scendere dai 100 mila intorno ai 70-80 mila".

Il Rapporto annuale 2013 della Commissione sulla Liberta’ Religiosa Internazionale degli Stati Uniti segnala otto Paesi che destano particolare preoccupazione, per le discriminazioni contro i cristiani, e cioe’ Birmania, Cina, Eritrea, Iran, Corea del Nord, Arabia Saudita, Sudan e Uzbekistan. "Naturalmente, – afferma Introvigne ai microfoni di Radiovaticana – questi che elencano gli Stati Uniti non sono gli unici Paesi che destano preoccupazione, perche’ vi e’ poi tutta una costellazione di Paesi in cui si va dal fenomeno della violenza diffusa a quello di forme di violenza legale: non dobbiamo mai dimenticarci, per esempio, delle leggi che puniscono la blasfemia in Pakistan, di cui conosciamo bene – il caso di Asia Bibi insegna – l’uso strumentale nei confronti dei cristiani". In Nigeria invece, il problema per i cristiani, spiega Introvigne, "non e’ costituito dal governo nigeriano, ma da alcuni movimenti estremisti dell’ultrafondamentalismo islamico, in particolare uno, denominato Boko Haram. Quindi, al di la’ dei numeri, quello che e’ importante dire e’ che questi cristiani non sono tutti uccisi dai seguaci di altre religioni. Certamente – abbiamo appena citato la Nigeria".

Oltre ai movimenti islamici ultrafondamentalisti, attivi in molti Paesi del Medio Oriente come confermano gli ultimi fatti di sangue dell’Iraq, nelle violenze contro i cristiani vanno considerati altri due elementi: "il primo e’ l’esistenza ancora di regimi comunisti molto duri, ed e’ il caso della Corea del Nord, e l’altro e’ quello di conflitti tribali, dove qualche volta e’ difficile chiarire se i cristiani sono uccisi perche’ cristiani o perche’ della tribu’ ‘sbagliata". Non ci sono invece statistiche su quelle discriminazioni meno evidenti a cui ha alluso oggi papa Francesco, citando i casi di "Paesi e ambienti che sulla carta tutelano la liberta’ e i diritti umani, ma dove di fatto i credenti, specialmente i cristiani, incontrano limitazioni e discriminazioni". Senza escludere l’Europa, dove non ci sono – ovviamente – forme di violenza di questo livello nei riguardi dei cristiani, pero’ ci possono essere casi di restrizioni nei loro riguardi.