Il Venezuela vive una delle pagine più drammatiche della sua storia recente. Due potenti terremoti hanno colpito il Paese nella serata del 24 giugno, provocando centinaia di vittime, migliaia di sfollati e danni devastanti in numerose aree del territorio nazionale.
Secondo l’ultimo bilancio ufficiale diffuso dal governo venezuelano, le vittime accertate sono almeno 164, mentre i feriti hanno raggiunto quota 971. Numeri destinati purtroppo ad aumentare con il proseguire delle operazioni di soccorso e delle ricerche sotto le macerie.
Due scosse devastanti in pochi secondi
Il sisma ha colpito il Venezuela nel pieno delle celebrazioni per la Battaglia di Carabobo, una delle principali festività nazionali del Paese.
Secondo i dati dell’United States Geological Survey (USGS), una prima scossa di magnitudo 7.2 è stata registrata alle 18:05 ora locale nell’area di San Felipe, nello Stato di Yaracuy.
Appena quaranta secondi più tardi una seconda e ancora più violenta scossa, di magnitudo 7.5, ha colpito la zona di Yumaré, a meno di 200 chilometri dalla capitale Caracas.
Gli esperti hanno evidenziato come la limitata profondità dell’ipocentro, stimata intorno ai dieci chilometri, abbia amplificato gli effetti distruttivi del terremoto.
Secondo le prime valutazioni, si tratta del terremoto più potente registrato in Venezuela negli ultimi 126 anni.
Yaracuy e La Guaira tra le aree più colpite
L’epicentro della tragedia si trova nello Stato di Yaracuy, nel nord del Paese, dove interi quartieri sono stati rasi al suolo e numerosi edifici sono crollati.
Gravissima anche la situazione nello Stato costiero di La Guaira, dove il governo ha dichiarato ufficialmente la “zona di disastro”.
La ricorrenza nazionale aveva richiamato migliaia di persone lungo il litorale e nelle località balneari. Il terremoto ha colpito in pieno aree densamente frequentate, aggravando ulteriormente il bilancio umano.
Le autorità segnalano incendi causati dalla rottura delle condutture del gas e danni significativi a infrastrutture civili e militari, compresa la storica Scuola Navale di Playa Grande.
Caracas paralizzata
Anche Caracas ha subito conseguenze pesantissime nonostante la distanza dall’epicentro.
Le onde sismiche hanno provocato il crollo di edifici residenziali, soprattutto nei quartieri di Altamira e Las Minas, nel comune di Baruta.
La capitale venezuelana è stata inoltre colpita da un blackout quasi totale che ha paralizzato numerosi servizi essenziali.
Danni rilevanti sono stati registrati anche all’aeroporto internazionale Simón Bolívar, che è stato immediatamente chiuso per motivi di sicurezza.
Stato di emergenza nazionale
La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha proclamato lo stato di emergenza nazionale e disposto la sospensione delle attività scolastiche in tutto il Paese.
Mobilitati esercito, protezione civile e squadre di soccorso, impegnati senza sosta nelle operazioni di ricerca e assistenza alla popolazione.
Le autorità stanno inoltre predisponendo centri temporanei per accogliere le migliaia di persone rimaste senza casa.
La solidarietà internazionale e la comunità italiana
Numerosi Paesi hanno espresso vicinanza al Venezuela e avviato l’invio di aiuti umanitari. Tra i primi a intervenire figura l’Ecuador, che ha annunciato l’invio di squadre di emergenza e materiali di prima necessità.
Anche l’Italia segue con attenzione l’evolversi della situazione. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani e l’ambasciata italiana a Caracas stanno monitorando costantemente gli sviluppi.
La Farnesina ha comunicato che, al momento, non risultano cittadini italiani coinvolti tra le vittime o tra i feriti, ma i controlli proseguono vista la numerosa presenza di connazionali residenti nel Paese sudamericano.
Messaggi di solidarietà sono arrivati anche da Stati Uniti, Messico, Cile, India e Pakistan.
Il presidente statunitense Donald Trump ha espresso il proprio cordoglio attraverso un messaggio pubblico, assicurando la disponibilità degli Stati Uniti a fornire assistenza e supporto alle popolazioni colpite.
Una tragedia che riapre il dibattito sulla vulnerabilità sismica
Il disastro riporta al centro dell’attenzione il tema della vulnerabilità sismica del Venezuela e dell’intera area caraibica, attraversata da importanti faglie geologiche.
Gli esperti stanno studiando le caratteristiche del terremoto e le possibili repliche, mentre la priorità resta quella di salvare vite umane e garantire assistenza alle migliaia di persone colpite da una delle peggiori catastrofi naturali della storia moderna del Paese.
Per il Venezuela si apre ora una lunga e difficile fase di emergenza e ricostruzione, mentre il bilancio della tragedia continua purtroppo ad aggravarsi di ora in ora.































