Taxi, Lady Uber: persa occasione per innovare

BENEDETTA ARESE LUCINI UBER

"Non voglio vederla come una contrattazione tra Governo e lobby. Poteva essere l’occasione per porre rimedio a una norma che oggi, alla luce delle innovazioni introdotte, appare irrazionale e che contribuisce a bloccare un intero settore già in grande difficoltà". Così Benedetta Arese Lucini, general manager in Italia della azienda Uber che permette di prenotare auto private dallo smartphone, nel mirino delle proteste del taxisti tanto da vivere attualmente sotto scorta, commenta in una intervista al Quotidiano nazionale la mancata approvazione della liberalizzazione del settore nel disegno di legge sulla concorrenza.

"Sicuramente il clima – sottolinea – è stato inasprito dalle proteste, ma non so giudicare quanto questo abbia influito. Certo, non ha contribuito a creare un dialogo sereno" e "oggi più che mai siamo disponibili al dialogo; è fondamentale rivedere le leggi che regolano il settore per rendere più chiare le regole che definiscono gli operatori che ne fanno parte. Queste non possono solo favorire una categoria. Devono invece facilitare l’entrata nel mercato di altre soluzioni, vera garanzia per il consumatore, permettendo, ad esempio, lo sviluppo di un settore interamente low cost. Prendiamo Londra: lì c’è un mercato estremamente liberalizzato dove i cittadini hanno la possibilità di scegliere con facilità tra un minicar o un taxi tradizionale, in piena trasparenza".

“L’Italia è pronta all’innovazione. Uber oggi ha centinaia di migliaia di utenti che scelgono l’app per muoversi. E anche dal punto di vista più strettamente legale vorrei far riferimento alla recente decisione del giudice di pace di Genova, nella quale si riconosce che Uber non è un servizio di taxi abusivo e che sono necessarie nuove regole. E’ un segnale importante in questa direzione".