Stabilità, persino i deputati Pd eletti all’estero bacchettano il governo

Lo fanno “in una logica di governo”, ma non risparmiano critiche all’esecutivo guidato da Matteo Renzi, che nella manovra economica ha previsto ulteriori tagli al settore degli italiani nel mondo. Così i deputati eletti all’estero del Partito Democratico in un comunicato congiunto puntano il dito contro i tagli alla promozione e diffusione della lingua italiana nel mondo, contro lo smantellamento della rete consolare, contro le nuove e pesanti tasse imposte ai connazionali residenti oltre confine.

LINGUA E CULTURA “L’esigenza del Governo di dover recuperare risorse ministeriali da destinare agli obiettivi primari ha indotto i funzionari del MAECI a intervenire ancora una volta sulle voci di diretta sensibilità degli italiani all’estero, limitandone le poste. Così, se un obiettivo importante per la ripresa è sostenere l’internazionalizzazione, è contraddittorio  incidere sulle risorse da destinare alla promozione della lingua e cultura, che della proiezione dell’Italia nel mondo rappresenta la leva essenziale e la proposta più autorevole e prestigiosa”. Condividiamo. Lo abbiamo scritto più volte su ItaliaChiamaItalia: puntare su lingua e cultura e poi tagliare i fondi per diffonderla nel mondo non ha senso alcuno.

L’EDITORIALE Se Renzi ci lascia in mutande – di Ricky Filosa

RAPPRESENTENZA “L’ulteriore restrizione dei fondi per la rappresentanza, già ridotti all’osso, oltre che essere discutibile in termini di principio, limita le possibilità di iniziativa di alcuni tra i principali strumenti di aggregazione e animazione delle nostre comunità. Si ricordi – scrivono Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta, Tacconi – che proprio in forza di un nostro emendamento al progetto Destinazione Italia si auspica il coinvolgimento delle comunità e dei loro rappresentanti nelle azioni di internazionalizzazione”.

RETE CONSOLARE E PATRONATI “La contrazione della rete dei servizi all’estero a seguito della diminuzione di strutture e di personale, combinata con l’aumento delle tariffe consolari, depotenzia il Paese verso concittadini e stranieri. Per difendere i livelli di funzionalità senza risorse aggiuntive, basterebbe – ed è quello che chiediamo – restituire ai consolati una parte degli introiti da loro stessi realizzati con l’erogazione dei servizi. Così come va necessariamente superata la logica dell’ulteriore penalizzazione dei Patronati, che già nella legge di Stabilità in corso hanno pagato il loro tributo al contenimento della spesa pubblica”.

FISCO “Il giusto proposito di eliminare le tasse sulla prima casa, inoltre, ripropone con maggiore forza la questione, risolta solo per i pensionati all’estero, dell’esenzione dall’IMU e dalla TASI delle case possedute da tutti i cittadini italiani all’estero, per una ragione d’equità ma anche per rinsaldare il rapporto con soggetti attivi e forze vive presenti in ambito internazionale. Dopo il giusto riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia per chi lavora in paesi dell’UE, infine, francamente non si comprende come lo stesso diritto possa essere negato a chi lavora fuori dall’UE”.

CONCLUSIONI Come si vede, gli eletti all’estero del Pd hanno ben chiara la situazione, che del resto è stata fotografata dal nostro direttore, Ricky Filosa, nel suo ultimo editoriale. Dopo il CGIE Svizzera, dopo esponenti di patronati e organi istituzionali, anche gli eletti del Pd hanno sottolineato il fatto che in questa legge di Stabilità gli italiani nel mondo vengono ulteriormente penalizzati. Resta l’interrogativo più grande: quando si tratterà di votare la fiducia alla manovra economica del governo, che faranno Porta, Fedi e compagni? Perché signori, le chiacchiere stanno a zero: se è vero, come è vero, che questa finanziaria è una mannaia per gli italiani all’estero, come possono dei parlamentari italiani nel mondo votarla? Perché se la votano, vuol dire che la condividono. Ma a leggere ciò che scrivono, se fossero coerenti con se stessi dovrebbero votare no a questa Stabilità. Voi che dite?