Stabilità è legge, ma Scelta Civica spaventa Letta

Con 167 voti favorevoli e 110 contrari, il Senato ha accordato la fiducia al Governo, approvando definitivamente la legge di stabilità 2014 e subito dopo, il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016. Tra gli interventi più significativi della manovra sono stati ricordati: l’incremento della detrazione Irpef sui redditi da lavoro dipendente, gli sgravi contributivi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, la riduzione dell’Irap per i nuovi assunti con contratto a tempo indeterminato, le detrazioni Irpef per le spese di ristrutturazione edilizia, riqualificazione energetica, acquisto di mobili ed elettrodomestici, la disciplina del patrimonio immobiliare, le modifiche al patto di stabilità interno per le spese in conto capitale e il pagamento dei debiti pregressi degli enti locali.

Per quanto riguarda le coperture, sono stati segnalati: l’incremento dell’imposta di bollo, la riduzione delle detrazioni di imposta, l’imposta di registro sulla cessione di contratti di leasing di immobili strumentali. Riduzioni di spesa sono attese invece dalle misure su pubblico impiego e previdenza e dalla spending review. Gli effetti delle misure contenute nel disegno di legge di stabilità comportano nel 2014, in termini di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, una correzione netta corrispondente ad un peggioramento di circa 2,5 miliardi, pari a circa lo 0,2 per cento del Pil. Per il biennio successivo le richiamate misure di intervento comportano un miglioramento dell’indebitamento netto della pubblica amministrazione di circa 3,5 miliardi nel 2015 (0,3 per cento del PIL) e di circa 7,3 miliardi nel 2016 (0,4 per cento del Pil). Sono i numeri snocciolati in aula dal relatore della legge di stabilità, Giorgio Santini del Pd, secondo cui "le disposizioni del disegno di legge di stabilità contribuiscono ad una manovra lorda che determina un ammontare di risorse reperite per le coperture, in termini di indebitamento netto, pari a circa 12,2 miliardi nel 2014, 14,5 miliardi nel 2015 e 19,8 miliardi nel 2016. Gli interventi ammontano a circa 13,7 miliardi di euro nel 2014, 10,5 miliardi nel 2015 e 12 miliardi nel 2016".

La manovra è stata approvata con i voti favoreli di Pd, Nuovo Centrodestra e Scelta Civica, che però ha espresso forti riserve. "Votiamo sì non c’è alcuna convinzione politica in questo voto" ha detto Stefania Giannini "poiché se già avevamo detto e sottolineato, in prima lettura, quanto questa legge di Stabilità fosse inadeguata rispetto ai problemi del Paese, oggi accogliamo dalla Camera dei deputati un testo timido nei confronti del cambiamento, ma molto tenace nel mantenimento di privilegi e di mali strutturali antichi".

Forza Italia invece continua nella propria discontinuità rispetto all’azione di governo: d’altronde "è stata proprio la legge di stabilità il primo provvedimento che ci ha convinto a non votare la fiducia a questo governo e ad uscire dalla maggioranza. Non c’è nessuna strategia, nessun coraggio. Solo soldi distribuiti a pioggia agli amici degli amici"ha detto il capogruppo di Forza Italia al Senato Paolo Romani. Il Senato adesso va in vacanza, ma solo per il Natale: sabato 28 dicembre infatti l’aula sarà di nuovo convocata per esaminare il ritorno del dl ‘salva-Roma’ che oggi ha incassato la fiducia alla Camera, che dovrebbe completarne l’approvazione entro venerdì 27.