Spending review, Cottarelli: resistenze da enti locali

"Mi rendo conto che, una volta individuate ed elaborate le proposte, queste possono scontrarsi con l’insieme degli interessi esistenti, in alcuni casi di tipo particolare, in altri di tipo generale". Lo afferma Carlo Cottarelli, commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica, in una intervista a Lo Specchio, nella quale parla delle difficoltà incontrate nel suo lavoro: "Esiste il problema non irrilevante di informazioni. Un esempio su cui sto lavorando riguarda le società partecipate dagli enti locali, delle quali non è mai esistita una banca dati completa, per cui più si scava e più si trova. Si è partiti dicendo che erano 7 mila, poi 8 mila; in una conferenza ho affermato che sicuramente sono almeno 10 mila e forse più. Esistono diverse banche dati, ma non sono complete perché in molti casi gli enti locali non inviano le informazioni. In altri casi le banche dati riguardano solo le partecipate di primo o di secondo livello, ma se si considerano quelle di terzo o quarto livello, le partecipate si moltiplicano. Quello delle banche dati è un problema; non conosciamo il costo degli amministratori di queste società partecipate, stiamo cercando di ottenerlo; dovremmo avere più dati sugli occupati e sulla loro età. Il problema della base informativa è serio, si può certamente superare ma rimane il problema politico delle resistenze legate a questi enti".

Cottarelli sottolinea inoltre che "non dispongo di una struttura, lavoro con 4 o 5 persone, è difficile seguire le decisioni prese da un numero molto elevato di ministri. L’illuminazione pubblica per esempio coinvolge i Ministeri di Economia e Finanze, Sviluppo Economico, Ambiente, Trasporti. Ma occorre lavorare con le risorse che sono a disposizione. Cerchiamo noi stessi di essere efficienti".

Per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione Cottarelli ribadisce l’importanza della "razionalizzazione delle presenze nel territorio, evitando l’esistenza di troppe Amministrazioni a livello provinciale. Per esempio, esiste il problema delle Prefetture e di tante altre strutture replicate a livello provinciale. L’elenco sta nel mio rapporto. Esistono 103 Ragionerie territoriali dello Stato, 103 Commissioni tributarie provinciali, 107 Direzioni provinciali delle Agenzie delle Entrate, 109 Direzioni regionali e territo riali del lavoro, 109 Direzioni strutturali sussidiarie, 110 Uffici scolastici provinciali, 120 Soprintendenze degli Archivi di Stato. E l’elenco non è completo. Probabilmente tutte queste strutture a livello provinciale non sono neppure necessarie, comunque potrebbero per lo meno unirsi in un unico ufficio, svolgere l’attività di back office in comune. Tutte queste proposte fanno parte della riforma della Pubblica Amministrazione che si sta avviando, e dovrebbero rientrare nella legge delega da inviare al Parlamento in tempi brevi. Una prima parte della riforma è contenuta nel decreto legge sulla Pubblica Amministrazione approvato nelle scorse settimane".

Sulle Regioni Cottarelli sottolinea che "stanno lavorando per modificare la presenza nel territorio dei loro uffici, e queste iniziative strutturali sono necessarie anche per attuare delle sinergie. Il tema della sovrapposizione esiste pure per le Forze di Polizia. Abbiamo 5 Forze di Polizia dello Stato, poi le Polizie comunali e provinciali; esistono quindi molte aree in cui si possono conseguire sinergie. Il tema della sovrapposizione è rilevante". Inoltre è anche importate "valorizzare gli immobili. Molti spazi sono sprecati, gli infissi sono vecchi, vi entra il caldo d’estate e il freddo d’inverno. I contratti di pulizia potrebbero essere migliorati ma per ammodernare edifici molto vecchi occorrono investimenti, probabilmente ad alto rendimento ma che comunque richiedono un esborso di risorse finanziarie", "per l’illuminazione stradale consumiamo il doppio delle chilowattora della Germania, perché gli impianti sono vecchi o perché l’illuminazione non è sempre necessaria; anche in questo campo occorrono risorse".