Si dà fuoco in piazza San Pietro, grave 51enne

Un cinquantenne trasformatosi in pochi attimi in una torcia umana in piazza San Pietro. E sopravvissuto grazie al mantello avvolto intorno al corpo da un sacerdote gesuita che lo ha soccorso. Un romano di 51 anni si e’ dato fuoco a Roma ed e’ ora in gravi condizioni con ustioni di terzo grado sul 50% del corpo. Forse la motivazione del gesto e’ dovuta all’esasperazione per un suo problema di salute e per alcuni rapporti familiari, diventati difficili. Tutto e’ avvenuto in pochi secondi, sotto gli occhi delle telecamere di sicurezza che hanno registrato le immagini della disperazione.

L’uomo, che aveva gli abiti imbevuti di liquido infiammabile, poco prima delle 9 si e’ incamminato verso il centro della piazza e ha lasciato in terra un biglietto con il numero di cellulare della figlia. Poi si e’ dato fuoco con un accendino. Un sacerdote gesuita che stava andando al lavoro in Curia si e’ trovato a passargli vicino in quel momento e gli ha gettato sopra il suo mantello e la giacca; in poco tempo e’ intervenuta anche una pattuglia dell’Ispettorato di polizia presso il Vaticano. L’uomo e’ stato portato d’urgenza all’ospedale Santo Spirito e piu’ tardi trasferito al Sant’Eugenio: ha ustioni prevalentemente sugli arti nella parte superiore, al torace, al volto, al dorso e sulle cosce.

Anche i due agenti si sono fatti medicare all’ospedale per problemi di respirazione e ustioni alle mani. Il 51/enne, che e’ sposato e lavora come addetto alle pulizie all’ospedale Santo Spirito, aveva appreso di avere problemi di salute e recentemente aveva dei rapporti difficili con i familiari. La polizia ha ascoltato familiari e conoscenti dell’uomo.

Un gesto simile ma con motivazioni diverse, e con un esito ancora piu’ tragico, era stato compiuto quindici anni fa da Alfredo Ormando, di 40 anni, che si diede fuoco in piazza San Pietro. Era il 13 gennaio del 1998, alle 7.30: si cosparse di liquido infiammabile e si diede fuoco per denunciare ‘l’incomprensione’ nei confronti degli omosessuali. Gli uomini dell’ispettorato vaticano spensero le fiamme con un estintore, ma Ormando era ormai ustionato in tutto il corpo. Fu portato al centro grandi ustioni dell’ospedale Sant’Eugenio, dove mori’ una decina di giorni dopo. L’uomo era originario di San Cataldo, un paese alla periferia di Caltanissetta, ultimo di otto figli della famiglia di un agricoltore.