Salvini a Bologna, qui disegniamo il futuro del centrodestra (FOTO e VIDEO)

Matteo Salvini per parlare alla piazza di Bologna ha scelto un look molto simile a quello di Matteo Renzi: camicia bianca in pieno stile casual lanciato dal premier, ma al collo il fazzoletto verde leghista, simbolo del Carroccio. Uno stile giovane e informale con il fazzoletto annodato a mo’ di ‘partigiano padano’, dunque, per chiamare a raccolta il suo popolo e lanciare la sfida di governo, insieme agli alleati Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni.

Una kermesse dalla quale è emersa una sorta di investitura politica per Salvini, ma durante la quale non è mancato il fairplay verso i due alleati. Salvini ha ripetutamente ringraziato Berlusconi per la sua presenza e sgomberato il campo dal dibattito sulla leadership. Informale e molto amichevole anche lo stile verbale del Cavaliere, che si è sempre rivolto agli alleati chiamandoli per nome di battesimo.

La piazza di Bologna ha fischiato Silvio Berlusconi? "No. I fischi erano per il Milan di ieri sera", che ha pareggiato con l’Atalanta. Se la cava con una battuta il leader della Lega nord, Matteo Salvini, che sceso dal palco al termine del comizio ha scavalcato le transenne per un bagno di folla, tra abbracci e foto, con i militanti delle prime file. E alla domanda sui fischi a Berlusconi, Salvini svicola buttandola sul calcio.

"Oggi non stiamo a ricordare il passato, ma proviamo a costruire il futuro". Cosi’ Matteo Salvini prende la parola dal palco di Bologna dopo il comizio di Silvio Berlusconi. Dal palco ha parlato di 100.000 persone alla manifestazione, che rappresenta "la rivoluzione delle persone per bene". Grande affluenza, ma chi conosce bene Bologna sa che quei numeri piazza Maggiore non e’ in grado di contenerli. Realisticamente, dunque, saranno stati 20-30.000 i manifestanti che oggi hanno assistito al comizio e che, acclamando Salvini e fischiando Berlusconi, hanno di fatto scelto il nuovo leader del centrodestra.

Tantissime le bandiere riconducibili alla Lega Nord: da quelle col Sole delle Alpi ai vessilli di San Marco, dalla bandiera crociata di Alberto da Giussano a quelle col simbolo "Noi per Salvini" venute dal Meridione. In netta minoranza, invece, i simboli di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Tanti i cartelli e gli striscioni contro il premier Matteo Renzi e il ministro degli Interni, Angelino Alfano.

Scatenati i Giovani Padani in prima fila, che in attesa del comizio hanno piu’ volte inneggiato alla secessione, alla "Padania libera" e all’intenzione di "bruciare il Tricolore". Non sono mancati anche i cori di insulti a Renzi e il classico "Chi non salta comunista è", a cui dal palco si e’ prestato anche lo stesso Salvini. In piazza Maggiore anche lo stand di Radio Padania, che vendeva gadget piuttosto kitsch: la sveglia con la faccia di Salvini e lo slogan "Renzi a casa", gli occhiali con la scritta "I love ruspa" e alcuni dolcetti di cioccolato chiamati "negrettini".

"Oggi si decide che se si va insieme Renzi va a casa il prima possibile: chi fa il leader e’ l’ultima delle mie preoccupazioni. Renzi non perde occasione per insultare, lo marcheremo a uomo con le nostre proposte, dopodiche’ non basteranno i tweet e gli insulti, o le fara’ o andra’ a casa", dice il Matteo padano. E ancora: “La leadership la scelgono i cittadini, non un palco, un microfono o una piazza". "Insieme si vince, se qualcuno è in cerca di poltrone, questa è la piazza sbagliata".

"Io non voglio morire di primarie come il Pd che si scanna sul metodo e lascia perdere il merito, per me se scelgono i cittadini e’ sempre meglio, ma conta la sostanza. Certo non voglio passare mesi a litigare come fa il Pd, se le primarie si fanno meglio, se no ce ne faremo una ragione".

"Io non sopporto quei comunisti con la puzza sotto il naso che aiutano chi sta a cinquemila km di distanza ma si dimenticano del pensionato che sta sul loro pianerottolo, prima la nostra gente!". Poi la frecciata a Renzi: "Questo incapace divide la societa’ in uomini e bestie, io in produttori e parassiti e lui e’ un degno rappresentate dei parassati, lui, Alfano, la Boldrini". "Noi vogliamo vincere non partecipare, io discuterei di riforme anche domani mattina con Grillo ma ho idea che lui non abbia intenzione di governare".

"Ho l’orgoglio di aver riunito le opposizioni ma non ci sara’ nessun ritorno al passato, viviamo guardando il futuro. E posso assicurare che in questa piazza un personaggio inutile e incapace come Angelino Alfano non ci stara’ mai”. E rivolgendosi proprio al leader Ncd: “Occupati dei poliziotti e lascia perdere la politica che non fa per te”.

Salvini conclude parlando del tema della famiglia: "per noi il bambino viene adottato dove ci sono una mamma ed un papà". La prima legge che vorrebbe approvare al governo servirebbe a riempire qualche culla vuota: "asili nido gratis come in Francia, per tutti fino a due anni e torneremo a correre".

A IN MEZZ’ORA "Marchini non lo conosco. So che a Roma ha fatto una opposizione fiera gagliarda a Marino ma so che Roma e’ difficile da governare. Lo conoscero’ e poi daro’ il mio giudizio". Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, in collegamento da Bologna con il programma di Lucia Annunziata su Raitre rispondendo a una domanda sul candidato a sindaco di Roma che dovra’ scegliere il centrodestra. Meglio Alfio Marchini o Giorgia Meloni? "Ovviamente – risponde Salvini – la Meloni e’ un’alleata e viene prima. Ma sia a Marchini che Meloni, prima del cognome, voglio chiedere ‘che cosa vuoi fare a Roma? Vuoi le Olimpiadi a Roma? Allora non sei il mio candidato perche’ Roma ha bisogno di ordine e pulizia e non delle Olimpiadi".