Il Nicaragua continua a essere al centro delle preoccupazioni della comunità internazionale per il deterioramento dello Stato di diritto e le sempre più frequenti denunce di violazioni dei diritti umani. A lanciare l’allarme è Fabio Porta, deputato del Partito Democratico eletto nella ripartizione estera Sud America, intervenuto dopo un’audizione del Comitato permanente sui Diritti Umani della Camera dei Deputati.
L’iniziativa, presieduta dalla deputata Laura Boldrini e promossa dallo stesso Porta, ha visto la partecipazione di Padre Rafael Aragón e del professor Gabriel Leóndas Putoy Cano, entrambi impegnati nella difesa dei diritti umani nel Paese centroamericano.
Secondo quanto emerso durante l’incontro, il Nicaragua sarebbe attraversato da una progressiva deriva autoritaria sotto la guida dei co-presidenti Daniel Ortega e Rosario Murillo, accusati di reprimere sistematicamente oppositori politici, attivisti, leader religiosi, rappresentanti delle comunità indigene e cittadini critici nei confronti del governo.
Il caso Brooklyn Rivera
Tra gli episodi più gravi segnalati durante l’audizione figura quello di Brooklyn Rivera, storico leader indigeno e parlamentare nicaraguense arrestato nel 2023 dopo aver denunciato le violazioni dei diritti delle popolazioni native.
Secondo le testimonianze raccolte dal Comitato, Rivera sarebbe morto nei giorni scorsi mentre si trovava detenuto in carcere. Preoccupazione viene espressa anche per la sorte della deputata che avrebbe dovuto sostituirlo in Parlamento e della quale si sarebbero perse le tracce.
“Continua a destare allarme la situazione di oppositori politici, attivisti e difensori dei diritti umani detenuti o perseguitati dal regime”, ha dichiarato Porta.
“Cancellati come se non fossero mai esistiti”
Il parlamentare del PD ha denunciato una sistematica erosione delle libertà fondamentali in Nicaragua.
“Oppositori e dissidenti vengono privati della cittadinanza, esclusi dalla vita pubblica e privati dei loro diritti fondamentali. In alcuni casi vengono persino cancellati dai registri dello Stato e dall’anagrafe, come se non fossero mai esistiti”, ha affermato.
Pratiche che, secondo il deputato, risultano incompatibili con i principi democratici e con le convenzioni internazionali in materia di diritti umani.
Sotto attacco anche la libertà religiosa
Particolarmente critica viene definita la situazione della libertà religiosa. Negli ultimi anni il governo di Managua avrebbe imposto crescenti restrizioni alle attività delle confessioni religiose, in particolare della Chiesa cattolica.
Tra le misure denunciate figurano la limitazione delle celebrazioni pubbliche, la chiusura di istituzioni religiose e provvedimenti nei confronti di sacerdoti e operatori pastorali. In alcune aree del Paese sarebbero state vietate anche le tradizionali processioni religiose.
I rapporti con Cina e Russia
Porta ha inoltre richiamato l’attenzione sul rafforzamento dei rapporti del Nicaragua con Cina e Russia, sottolineando come le condanne e le sanzioni adottate negli ultimi anni da Stati Uniti e Unione Europea non abbiano finora prodotto risultati significativi nel contrastare la deriva autoritaria del governo.
Tra i pochi segnali concreti sul piano diplomatico, il deputato cita la decisione della Spagna che, nel gennaio scorso, ha dichiarato persona non grata l’ambasciatore nicaraguense Maurizio Gelli, disponendone l’espulsione dal Paese.
L’appello a Italia ed Europa
Porta ha infine condiviso l’appello lanciato dalla presidente del Comitato Laura Boldrini affinché si interrompa il silenzio internazionale sulla situazione del Nicaragua.
“L’Italia, l’Europa e la comunità internazionale hanno il dovere di far sentire la propria voce e di sostenere chi continua a battersi per la libertà, la democrazia e il rispetto dei diritti umani”, ha dichiarato il parlamentare.
“Non possiamo restare indifferenti di fronte a una repressione che colpisce ogni giorno uomini e donne colpevoli soltanto di chiedere giustizia, dignità e libertà. Il regime di Ortega e Murillo va fermato e con esso la spirale di violenza e persecuzione che continua a colpire il popolo nicaraguense”.
Una presa di posizione che riporta l’attenzione internazionale su una crisi spesso poco presente nel dibattito pubblico europeo, ma che continua a suscitare forti preoccupazioni tra le organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti umani.































