Renzi vola a New York, migranti e cultura al centro del viaggio

Il Partito Democratico? Secondo il premier-segretario Matteo Renzi deve essere “questa forza popolare di massa, anche a livello europeo”, e “deve farlo in modo originale”, anche se questo a volte vuol dire battere forte i pugni sul tavolo o andare controcorrente. Perché dopo le idee c’è l’azione, dunque “bisogna anche agire, perché c’è un Paese bellissimo che ha bisogno della nostra energia, del nostro entusiasmo. E siamo noi, il Pd, gli unici che possono restituire speranza e fiducia all’Italia”. Il clima interno al partito “mi sembra sia migliorato. Andiamo avanti tutti insieme. L’Italia sta ripartendo, non fermiamoci adesso”.

Renzi parla anche di social network, lui che è campione su followers su Twitter e che cinguetta spesso. Vanno “usati con saggezza”, dice, “possono dare spunti ma non sono il Vangelo. E’ un mondo virtuale, non reale. Certo per comunicare le cose che facciamo sono utilissimi. E anche per ricevere idee, critiche, polemiche, proposte”.

Expo Milano 2015? “Una bella storia” commenta Renzi, “doveva essere un disastro e invece è stato (ed è) una bella pagina di gioia per il nostro Paese. Perchè l’Italia è più forte delle sue paure. Forza!".

IL PREMIER NEGLI USA Matteo Renzi è atteso questa sera a New York. I temi al centro del suo viaggio negli Usa saranno migranti e cultura. Renzi farà un intervento dal palco del concerto del Global Citizen Festival, e il 29 settembre interverrà alla Assemblea generale delle Nazioni unite.

Non è una prima volta questa per Renzi all’Onu da premier. Già l’anno scorso era intervenuto nelle vesti di capo del Governo italiano, puntando l’attenzione proprio sulla questione immigrazione.

L’altra questione su cui punterà l’Italia sarà, come detto, quella della cultura: domenica mattina, infatti, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni presenterà una iniziativa per la difesa del patrimonio culturale insieme alla Giordania, all’Unesco e all’Interpol, intitolata ‘Moving Together for the World Heritage’. E proprio al re di Giordania, Abdullah II, Renzi dedicherà uno degli incontri bilaterali di maggior peso.