Quirinale, Mattarella? Renzi inaffidabile – di Leonardo Cecca

Credo, anzi sono convinto, che ogni comunità, Comune, Regione e Stato debba avere i governanti che il popolo, tramite le consultazioni dirette o indirette, elegge. Può succedere però che si arrivi al deplorevole esempio della giunta di Roma e che i risultati non corrispondano alle aspettative, ma è la regola fondamentale della democrazia e se poi ci sono quelli che muoiono di fame, che hanno la pensione di 496 euro al mese, i disoccupati ed i piccoli artigiani che chiudono, pazienza, è il segreto dell’urna che comanda e gli eletti fanno, per grazia del popolo "sovrano", i loro comodi.

Ora è in atto la "barzelletta" dell’elezione del capo dello Stato preceduta dalle solite tirate di giacchetta dove persino si  mettono d’accordo il diavolo e l’acqua santa. Questa "barzelletta" che sta per entrare nella fase finale, la quarta votazione, ha fatto registrare quanto tutti o quasi temevano.

Primo, la scarsa o nulla affidabilità di Renzi il quale pur di salvare la poltrona fa qualsiasi cosa, la faccia di bronzo per lui è una normalità ed il cambiare le carte in tavola una consuetudine; secondo, la fibrillazione che sta assalendo Alfano, il quale vede vacillare il suo sgabello e, per continuare ad occuparlo, ha fatto incetta di adesivi, pardon, delle solite ed inutili dichiarazioni basate sui bla, bla.

Terzo, l’emarginazione dei soliti notabili trombati che sono sempre lì con le ginocchia e piedi sanguinanti per i continui pellegrinaggi a Santiago di Compostela ove si recano al fine di ottenere la grazia di mettere il proprio fondoschiena sull’ambita dorata poltrona; quarto, cosa su cui si poteva scommettere un patrimonio, l’invito di Renzi a votare un personaggio del Pd.

Nulla contro colui che quasi sicuramente sarà il nuovo Presidente, ma se la sinistra avesse scelto un personaggio condiviso con la destra avrebbe dato una buona volta prova di essere democratica, ma questa parola risulta essere solo nel loro simbolo e non nella loro mente. Se la scelta inoltre fosse caduta su un personaggio che, come riportato da alcuni media, non percepisce mensilmente tre paghette (pensione, vitalizio da ex parlamentare ed emolumento quale giudice costituzionale) ed inoltre non avesse avuto quel chiacchiericcio relativo all’aver accettato nelle elezioni del 1992 un modesto contributo elettorale da un imprenditore in odor di mafia, sarebbe stato molto ma molto meglio. C’è un però. Come spiegare queste cose a chi, per grazia divina, si ritiene custode della correttezza e della democrazia?