Quei politici e quei magistrati che non fanno onore all’Italia – di Leonardo Cecca

Un anno prima della Seconda guerra mondiale un generale tedesco (pare Walther von Brauchitsch) a chi gli chiedeva chi avrebbe vinto la ventilata prossima guerra, rispose: "Non so chi vincerà la prossima guerra mondiale, ma so per certo chi la perderà: chi si alleerà con l’Italia"; così fu. L’Italia, purtroppo, ove prevale su tutto la ricerca spasmodica della visibilità e della poltrona, fonte, oltre che di laute prebende, di benefici che risultano un’offesa per il "popolo sovrano", merita alla lettera il duro commento di Walter von Brauchisch.

Come già detto in altre occasioni la maggior parte dei nostri politici sono politicanti di infimo ordine con poche idee confuse e sempre pronti a cambiar casacca ed i risultati che si ottengono in politica nazionale ed estera ne sono un esempio eloquente.

Anche della magistratura, o meglio di quella frangia fortemente politicizzata, cosa dire? Ad essere benevoli, si può dire che non fa onore al compito che deve svolgere. Questa frangia ha solo in mente la difesa dei comunisti e dei loro successori, l’ossessione per il fascismo, ultimamente sono stati condannati dal tribunale di Milano alcuni ragazzi rei di aver fatto il saluto romano, mentre si tollera quello comunista che rammenta nefandezze di gran lunga maggiori.

Non parliamo poi di un altro argomento che rovina le notti di questi togati: Berlusconi. Berlusconi per costoro è un incubo e si scervellano per inanellare processi, quasi tutti finiti nel ridicolo per mancanza di prove o perché il fatto non sussisteva, basati su fantasiosi, fumosi ed iperbolici ragionamenti di chi non sa cosa fare e che riceve un lauto compenso mensile.

Ora, come previsto, causa il ritorno in politica di Berlusconi da una parte e dall’altra le pessime figure del governo capeggiato dall’intruso Renzi e la prevedibile delusione elettorale del Pd, i magistrati di Milano sono tornati alla carica. Si mormora che oltre alle notti brave che tanta invidia hanno destato questa volta magari ci scapperà anche l’accusa di essere un infiltrato dell’Isis.

Altro caso, ove la politicizzazione la fa da padrona, è l’arresto preventivo di Mantovani da parte dei magistrati milanesi a un anno della richiesta del pm. Ebbene si tiene una persona libera di inquinare mezzo mondo per un anno e poi la si rinchiude? Sembrerebbe un paradosso se non venisse in mente che potrebbe essere un aiutino al Pd considerato che Mantovani era il vicepresidente della Regione Lombardia. Ecco, con una politica fatta di quaquaraquà e con magistrati che fanno politica solo un pazzo può aver fiducia dell’Italia.

Se a quanto esposto aggiungiamo che a distanza di due giorni da quando il ministro Gentiloni aveva nominato il Mali, in questo paese i Jihadaisti hanno preso in ostaggio 170 persone, il quadro è sconcertante; qualcuno da oggi si porterà un cornetto di corallo in tasca, non si sa mai.