Primarie Pd, Cuperlo: ‘Renzi divide’. Civati: ‘vinco io’ (VIDEO)

Sono sempre più vicine le primarie del Pd. L’8 dicembre si vota per scegliere il segretario nazionale del partito. Intervistato da Repubblica, Gianni Cuperlo avvisa Letta. Non sulla tenuta del governo "che deve gestire l’emergenza e il semestre europeo". Il candidato alla segreteria del Pd chiede però al premier un intervento per garantire l’unità del partito sullo scenario delle dichiarazioni di Renzi: "Sarebbe utile una sua parola per dire al Partito Democratico che non si gioca con messaggi un giorno collaborativi e un giorno ultimativi", "penso che non servano gli ultimatum né nascondere la polvere sotto il tappeto. Dire che non si temono le urne mentre Alfano rischia di finire asfaltato da Forza Italia diventa una sponda a Berlusconi. Così non si unisce il Pd, ma lo si divide". Dunque, secondo Cuperlo "forse è il caso di dire al suo partito che sulla sorte del governo e del Paese non si fanno giochi di parte. A meno che il messaggio non sia che tanto, dopo le primarie, ‘tra lui e Matteo non ci saranno problemi’. Basta saperlo. Io non ho grande interesse a partecipare al congresso postumo della Democrazia cristiana. Penso che il Pd, senza la cultura di una sinistra ripensata, semplicemente non esiste. E sono convinto che la nostra responsabilità davanti all’Italia sia enorme, perciò dobbiamo condividerla. Il che però significa che non puoi un giorno minacciare e quello dopo blandire". E sulla proposta di Epifani di un rimpasto di governo dice: "Epifani propone la discontinuità e un rafforzamento dell’esecutivo e ha ragione. Io voglio aiutare Letta, poi valuti lui se e come allargare questa esperienza a partire da personalità dell’Italia migliore, nei movimenti, nel lavoro e nelle professioni, nella cultura".

Pippo Civati, l’altro candidato alle primarie del Pd insieme a Cuperlo e Matteo Renzi, intervistato dal Corriere della Sera Pippo, si dice ottimista di poter battere Cuperlo ma anche Renzi: "La mia è una posizione netta, la sua è più incerta. Prendiamo le liste per l’assemblea nazionale del Pd, dove è passato dal ‘rottamiamoli tutti’ al ‘candidiamoli tutti’, a cominciare da D’Alema". E ribatte ai sondaggi che lo danno in netto svantaggio: "Vogliamo fare come con Grillo a febbraio, quando non ci prese nessuno? Noi abbiamo sondaggi molto diversi, ma non li possiamo dire. Si vede una grande mobilitazione in nostro favore e se parlo al plurale non è perché mi sono montato la testa dopo aver vinto il confronto tv, ma per via del ‘civoti’, uno slogan nel quale credo molto". E aggiunge che nel 2014 "se si vota vuol dire che le primarie le ho vinte io, perché Cuperlo e Renzi non vogliono andare alle urne", "ogni giorno Matteo cambia idea. E’ contraddittorio. In tv ha detto che non si andava a votare, il giorno dopo in una intervista ha affermato l’esatto contrario e poi l’ha smentito… Vorrei sapere se sostiene Letta o no. Io ho un’idea diversa e lo dico con chiarezza". E su Prodi che ha annunciato che non voterà alle primarie commenta: "Rispetto la sua amarezza. Ma a Prodi il 9 dicembre la tessera del partito la porto io, da segretario".

Intanto Gianni Pittella, uno dei candidati alla segreteria del Partito Democratico, ma già eliminato dalla corsa, annuncia che appoggerà Renzi. L’europarlamentare spiega la sua scelta alla Gazzetta del Mezzogiorno sottolineando che "abbiamo posto tre quesiti: il Sud, l’Europa con l’adesione al Pse e il partito federale". E assicura: "Tutto quello che otterremo sarà sul versante politico e gli spazi che otterremo saranno commisurati alla nostra capacità di concorrere alla scommessa che fa Renzi". Infine del governo e del rischio caduta, Pittella dice: "Un quadro che deve essere scompaginato e ci vuole una forte spinta dalle primarie".