Pd, Bersani: ora Renzi ci spieghi la sua idea di partito

(D'ALIESIO)- ROMA 11/04/2012 PRESENTAZIONE CANDIDATI DEL PD NELLA FOTO: PIERLUIGI BERSANI SEGRETARIO DEL PARTITO DEMOCRATICO. FOTO D'ALIESIO/ {TM News - Infophoto} Citazione obbligatoria {TM News - Infophoto} **PAROLE CHIAVE** PARTITO DEMOCRATICO pD PIER LUIGI BERSANI PIERLUIGI BERSANI pOLItica PRESENTAZIONE CANDIDATI ELEZIONI AMMINISTRATIVE

"Mi piace la sua immediatezza, l’energia, lo slancio, la freschezza. Ora bisognerà vedere cosa ha in mente per il partito. In fondo, il punto è quello di sempre: il Pd deve decidere se essere spazio o soggetto politico. E se essere impermeabile ai potentati", "certo, ha la personalità e la forza per interpretare in autonomia che cos’è il Pd". Così Pierluigi Bersani, in una intervista a Repubblica, parla della vittoria di Matteo Renzi: "Ha ottenuto una vittoria netta. Sono pronto a lavorare per il Pd. Nessuno gli metterà i bastoni tra le ruote. Ha chiesto disciplina, io sono qui" ma "non si può usare la dava. Questa è una ruota, non c’è dubbio. Va benissimo il rinnovamento – e d’altra parte, guardate ai nostri gruppi parlamentari – ma serve anche l’esperienza. Renzi deve ricordare che se tutti sono qua è perché qualcuno ci ha preceduto e ha reso possibile tutto questo", "la sinistra non può essere una corrente del Pd, deve essere il lievito! Io adesso voglio capire cosa pensa il segretario su una serie di questioni", "il nostro partito è abituato a discutere. Le decisioni nascono sempre dalla discussione, anche se uno ha il 99%. Sarebbe come non vedere una mucca nel corridoio, scusate il bersanese" e "oggi per fare il leader bisogna essere in un collettivo stabile". E di se stesso dice: "Io sono a disposizione. Vedremo, farò quello che serve al Pd".

Intervistato da la Stampa, Bersani spiega: “Tre cose, primo: la vittoria di Renzi è stata netta, e per questo gli faccio i complimenti. La seconda: tutti noi siamo a disposizione del partito, a cominciare da me. Nessuno gli metterà i bastoni tra le ruote. La terza: adesso il nuovo segretario del partito dovrà spiegarci qual è la sua idea di Pd. Cosa pensa del governo, di legge elettorale. Del welfare. E così via".

Bersani spiega poi il turnover alla guida del partito: "Un partito normale è quello che è in grado di cambiare segretario ogni quattro anni. In Germania la Cdu non è schiava della Merkel. Peccato che da noi dopo la caduta del Muro di Berlino la parola partito è diventata sinonimo di vergogna. E Berlusconi si è fatto profeta di questa nuova era".