Lavoro, Zanda (Pd): il reintegro ora va superato

Luigi Zanda, Pd

"L’articolo 18 tocca la sensibilità di tutti noi perché riguarda anche la storia di un rapporto vivo della politica della sinistra con il mondo del lavoro. Ma penso che ci sia una ragione di fondo per la quale noi dobbiamo risolvere il nodo oggi. Il problema più grave del nostro Paese è la disoccupazione, e in particolare la disoccupazione giovanile che tocca il 45% e punte del 57% al Sud. Che cosa serve all’Italia in questo momento? Serve un ampio pacchetto di riforme tra le quali anche una nuova legislazione che renda il mercato del lavoro maggiormente flessibile, riportando alla responsabilità dello Stato la tutela di quei lavoratori che perdono il posto. Ferma restando, naturalmente, la reintegra per i lavoratori licenziati perché discriminati o per accuse che si rivelano infondate". Lo afferma il presidente dei senatori democratici Luigi Zanda in una intervista a Il Sole 24 Ore nella quale ricorda in vista del decisivo voto in Senato che "il gruppo del Pd non è il gruppo misto. Il nostro regolamento prevede che i senatori si uniformino alla linea del gruppo decisa con voto a maggioranza", mentre la pur invocata libertà di coscienza "riguarda solo i temi etici".

"Renzi è segretario del mio partito, il partito che ho scelto a attraverso il quale sono stato eletto, e credo di dovere molta lealtà al segretario", "Renzi ha una maggioranza ampia negli organismi di partito conquistata alle primarie e consolidata con il risultato delle europee. E’ naturale che tale maggioranza abbia un peso nelle decisioni del partito. Il centralismo democratico del Pci era cosa molto diversa. In quei tempi c’era una prassi di cui dobbiamo avere nostalgia: le discussioni, anche appassionate, nelle sezioni e nei circoli. Era la periferia dei partiti, del Pci come della Dc e del Psi, il luogo dove si iniziava a fare politica".