Lavoro, Brunetta (Fi): Colle prenda atto del nostro sì

"Quando sento Renzi sostenere quelle cose lì, io dico: bene, ci sto, proviamoci, è anche la nostra riforma del lavoro. Pronti a votarla, perfino con la fiducia. Ma attenzione: senza compromessi, senza azzardo morale. Dopo, lo scenario cambia però, al Quirinale dovranno prenderne atto", "se Renzi mette la fiducia noi la votiamo, sempre che la riforma non venga stravolta rispetto agli annunci. Poi, se i voti di Forza Italia saranno aggiuntivi, dunque non determinanti, poco male. Ma se si sostituissero a quelli di una parte del Pd, allora lo scenario cambierebbe". Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, in un’intervista a La Repubblica nella quale precisa: "Si tratta di una legge delega, quindi il testo è per sua natura generico e per giunta può essere modificato in aula", "se le parole saranno poi tradotte in norme coerenti e in decreti legislativi, bene, ci stiamo. Per il semplice motivo che si tratta del nostro progetto di riforma: per superare le cattive regole e il cattivo sindacato che producono solo precariato, ineguaglianze, ideologia, costi esagerati del lavoro e bassi salari".

E aggiunge: "Conosco quelle resistenze della sinistra sindacale, conservatrice, comunista. Da vecchio socialista, ho ancora ben chiaro cosa accadde nell’84: con Giuliano Amato sono stato tra gli estensori del decreto di San Valentino sulla scala mobile. La battaglia si concluse col referendum e la sconfitta di quella sinistra. L’auspicio è che accada la stessa cosa. Anche perché la riforma del lavoro ce la chiedono i mercati, l’Unione europea, la Bce".