La sicurezza di un Paese non è uno scherzo – di Leonardo Cecca

Italian policemen stand guard the Colosseum, in Rome, Italy, 9 January 2015. Police are checking all the institutional and diplomatic targets following an attack on the offices of French satirical newspaper Charlie Hebdo that killed 12 people. ANSA/CLAUDIO PERI

Se in questo disgraziato paese, ove tutto si fa per un’ideologia e per una poltrona, qualcuno si fosse illuso che, specialmente dopo gli ultimi attentati terroristici, il governo avrebbe varato immediatamente norme atte a far aumentare la sicurezza dei cittadini e resa più difficile la sfrontatezza dei criminali attentatori, ebbene questo qualcuno si deve rassegnare, deve continuare ad aver paura e pagare una montagna di tasse per avere servizi scadenti e politici quaquaraquà con tutti i loro privilegi e pronti a calarsi le braghe davanti al primo che in qualche modo possa mettere in forse la loro poltrona.

Lo scorso 22 gennaio il Consiglio dei Ministri, di fronte al dilagare del terrorismo, ha infatti ritenuto opportuno rinviare l’approvazione del decreto legge relativo alle nuove norme antiterrorismo con la vergognosa scusante che manca la copertura economica. A questo punto c’è solo da dire che o sono falsi oppure degli inetti.

Se manca la copertura economica la si può benissimo ottenere con una saggia azione di forza per ottenere all’istante, "entro e non oltre subito", l’abolizione e/o la riduzione di tutto quell’immorale sperpero di denaro pubblico, il cui solo pensiero fa venire il mal di stomaco, l’eliminazione dei senatori a vita e dei benefici di tutti gli ex iniziando dai Segretari del Quirinale, degli ex presidenti di Camera e di tutta la lunga filastrocca che negli anni è andata sempre aumentando, il tetto agli emolumenti ed alle pensioni dei manager pubblici, tanto nessuno rischierà di morire di fame, visto che coloro che percepiscono 496 euro al mese devono farseli bastare.

Purtroppo quando si parla di ridurre privilegi ed emolumenti tutti i politici di qualsiasi estrazione diventano immediatamente sordi. Con il rinvio del 22 ormai abbiamo veramente acquisito le sembianze di un paese marionetta ove buonisti, qualunquisti e magistratura, che sta estromettendo i poteri legislativo ed esecutivo, ci stanno mettendo alla berlina davanti al mondo intero.

Rammento solo un certo Cossiga, quello che gli attributi li aveva e che quando gli giravano facevano male. Quando qualcuno cercò di prevaricarlo mandò i blindati e due colonnelli dei carabinieri al palazzo dei Marescialli per sospendere una riunione da lui ritenuta illegittima. II vice presidente del Csm sospese la seduta e le forze politiche, anche quelle più ostili, fecero al massimo qualche sbuffo e nulla più.

Purtroppo uno come Cossiga non c’è più stato e ci siamo ridotti ad essere condotti per mano dalla magistratura ed a subire la vergogna, vedasi il caso Abu Omar, di incriminare il direttore del Sismi e dei suoi funzionari. Se questo significa garantire la sicurezza di una nazione, allora significa che non siamo degni di far parte nemmeno della TRA (tribù riunite amazzoniche).