Italiani all’estero, Mancuso (Calabria): “Guardiamo con attenzione ai calabresi nel mondo”

“Con l'intento di contribuire a potenziare il sistema di relazioni già operativo con la Regione. Ne avvertiamo il bisogno, non solo per ragioni affettive ed etiche, ma anche perché contiamo sulle intelligenze calabresi fuori Calabria per progettare il futuro"

Tropea, Calabria

Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale della Calabria, incontrando a Roma (nella sede del Consiglio regionale) assieme al suo capo di gabinetto Domenico Macri, il presidente dell’Associazione Internazionale Calabresi nel Mondo, Gennaro Maria Amoruso, e il componente del direttivo romano Antonio De Pace, ha detto: “Ai calabresi che vivono fuori Calabria e che sono i nostri più appassionati ambasciatori, il Consiglio regionale intende guardare con attenzione e con l’intento di contribuire a potenziare il sistema di relazioni già operativo con la Regione. Ne avvertiamo il bisogno, non solo per ragioni affettive ed etiche, ma anche perché contiamo sulle intelligenze calabresi fuori Calabria per progettare il futuro”.

Dopo essersi congratulato “per l’importante attività di promozione della Calabria dell’Associazione che quest’anno compie 40 anni”, Mancuso ha aggiunto che “i calabresi fuori regione, a partire dalla grandissima comunità calabrese di Roma, sono energie vitali che tengono vivo il legame con le radici e che, per il prestigio professionale e cultuale di cui godono, possono aiutarci a superare i ritardi accumulati dalla Calabria. L’azione di rinnovamento che la Regione sta mettendo in campo per valorizzare il nostro patrimonio ambientale, storico ed artistico e per sottolineare l’importanza strategica della regione in chiave euro-mediterranea, deve poter contare sul loro apporto”.

Amoruso ha convenuto “sull’esigenza di individuare azioni sinergiche comuni, per intensificare i rapporti tra la Regione e l’inestimabile patrimonio di risorse umane che la Calabria ha in Italia e nel mondo”. Ha sottolineato, in particolare, “la necessità di favorire le cosiddette ‘politiche del rientro’ di questo immenso capitale umano, declinato nella modalità ‘virtuali’. Ovvero – ha sottolineato – in forme di incontro e relazioni tra esperienze, tali da realizzare un virtuoso percorso di condivisione di queste eccellenze e delle buone pratiche che ne derivano verso la realtà calabrese, con particolare attenzione al settore produttivo ed all’istruzione”.