L’Italia istituisce la Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro lavoro. Il provvedimento, approvato all’unanimità in Senato, fissa la ricorrenza al 3 maggio, data simbolica che da oggi diventa un momento ufficiale di riflessione e commemorazione.
A sottolinearne il valore è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Si tratta di un riconoscimento dovuto e atteso da molti anni. Da oggi in poi, l’Italia renderà omaggio a tutti quei giornalisti che hanno perso la vita per garantire il diritto dei cittadini a essere informati, in Italia come all’estero”.
Un tributo al giornalismo che rischia la vita
La nuova Giornata nasce per ricordare donne e uomini che, con il loro lavoro, hanno portato alla luce verità scomode, spesso pagando con la vita. Un impegno che riguarda non solo l’Italia, ma anche i tanti contesti internazionali dove fare informazione significa esporsi a rischi estremi.
Tra i nomi citati dalla premier figurano figure simbolo del giornalismo d’inchiesta e di guerra: Peppino Impastato, Giancarlo Siani, Walter Tobagi, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, fino a reporter impegnati nei teatri di guerra come Enzo Baldoni, Andrea Rocchelli e Maria Grazia Cutuli.
Un elenco lungo e doloroso, che attraversa decenni di storia italiana e internazionale, segnato da mafia, terrorismo e conflitti armati.
Libertà di stampa e memoria collettiva
L’istituzione della Giornata rappresenta un passo importante anche sul piano culturale e civile. Ricordare i giornalisti uccisi significa ribadire il valore della libertà di stampa e del diritto all’informazione, pilastri fondamentali di ogni democrazia.
Un messaggio che assume un significato ancora più forte per gli italiani all’estero, spesso testimoni diretti di contesti dove il lavoro dei reporter è ostacolato o minacciato.
Un impegno che guarda al futuro
Il 3 maggio diventerà dunque un appuntamento fisso per il Paese, non solo per commemorare le vittime, ma anche per sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza del giornalismo libero e indipendente.
Un giorno per ricordare chi ha sacrificato tutto per raccontare la verità. E per ribadire che il diritto di informare e di essere informati resta un bene da difendere, ogni giorno.





























