Gli italiani negli USA? È record – di Roberto Zanni

C’erano una volta gli italiani che venivano in America. Poi è arriva la crisi e c’è stato quasi un blocco al punto che, nel 2012, l’anno nero per il turismo ‘made in Italy’ negli Stati Uniti, il calo di arrivi, rispetto all’anno precedente aveva toccato il 6,8%,  con agosto e dicembre che avevano chiuso rispettivamente con – 13,1% e -10,5%. Nel 2012 solo i mesi di febbraio e aprile avevano registrato un attivo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il resto un segno rosso continuo. Poi la timida ripresa del 2013 con un leggero incremento e previsioni che parlavano sì di un ritorno del barometro al sereno, ma graduale e senza grossi picchi per un recupero, rispetto ai numeri eccezionali del 2011 quando si era arrivati alla cifra record di 891.571, che si sarebbe potuto completare soltanto nel giro di qualche anno. Poi è arrivato il 2014 che si è portato, almeno fino alla fine di giugno, questo ultimo rilevamento fornito dalle autorità americane, una grande sorpresa, sì proprio nei numeri. Vuol dire che la crisi se ne sta andando?

Di sicuro c’è che il boom degli italiani in America è tornato di attualità al punto che i primi sei mesi di quest’anno sono addirittura largamente più positivi anche rispetto al magico 2011: allora 353.276 ‘sbarchi’ che adesso sono diventati 402.473, numero record mai registrato dal 1996 (l’anno dal quale si fanno partire le statistiche e sicuramente mai avuto nemmeno in precedenza) ad oggi. Un boom che merita di essere spiegato mese per mese.

Ecco allora che i numeri italiani del primo semestre del 2014 sono altamente significativi: si parte con 52.351 arrivi a gennaio (+15,5% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso), quindi febbraio, 47.289 (+15,5%), poi marzo che si evidenzia come il mese più popolare del primo trimestre per numero di sbarchi 62.931 (+7,3%). Così che i primi tre mesi dell’anno si attestano a quota 162.571 con un eccezionale +12,2% paragonato al primo trimestre del 2013. La tendenza si conferma anche ad aprile, anzi questo è mese ‘number 1’ per gli italiani, sia per numero che per percentuale: 86.847 sono i connazionali sbarcati in territorio americano con un incremento rispetto ad aprile 2013 del 29,1%, come dire che gli arrivi italici negli States si sono quasi triplicati, quindi si passa a maggio con 68.944 (+17,8%) e infine giugno che chiude con 84.111 (+8,5%). Paragonando solo il secondo trimestre, con lo stesso periodo dell’anno scorso si raggiunge un +18%, mentre prendendo in esame il risultato dei primi sei mesi dell’anno si tocca il 15,6% in più con un totale di 402.473 italiani che sono entrati negli USA. Solo la Russia con il 20,5% ha avuto un aumento maggiore in Europa, a fronte però di un minor numero di arrivi, il totale infatti è stato di 186.196. Guardando invece tutto il mondo, c’è il Messico (+25,6%), poi la Cina (+22,9%) e la Colombia (+19,2%). Così dovendo ricapitolare i numeri i primi sei mesi del 2014 indicano che l’Italia è stato il Paese che, globalmente, ha avuto il quinto incremento maggiore tra i viaggiatori arrivati negli Stati Uniti.

Tutti dati che l’Office of Travel & Tourism, l’agenzia governativa che sovraintende al turismo negli States, ha riveduto,  corretto e resi pubblici lunedì dopo che in precedenza erano state fornite altre percentuali. Se si guarda solo l’anno scorso, che già aveva visto una leggera ripresa del flusso italiano verso gli Stati Uniti, alla fine del primo semestre erano stati 348.169 gli arrivi, 54.309 in meno rispetto a quest’anno. Il nuovo boom, che vista l’entità delle cifra non può essere chiamato, altrimenti, non era stato assolutamente previsto nemmeno dagli stessi studi americani che per quest’anno, alla fine dei dodici mesi, aveva messo in preventivo un +2%. E se anche se il trend dovesse calare nella seconda parte del 2014 (ma i mesi ‘storicamente’ più affollati sono luglio, agosto e dicembre) sarà impossibile non superare la soglia del 25 che era stata posta come margine di incremento rispetto ai dodici mesi precedenti, del passeggeri italiani.

Un ritorno alla grande degli italiani negli States che si inserisce nel trend totale degli Stati Uniti che nei primi sei mesi di quest’anno ha visto entrare 6 milioni di viaggiatori internazionali con un aumento del 9% rispetto allo stesso periodo di dodici mesi fa con Canada (10.964.426presenze) e Messico (7.840.974) che continuano a dominare la graduatoria dei viaggiatori stranieri, anche se i primi hanno fatto registrare una leggera flessione, rispetto al primo semestre 2013, dello 0,6%.