Segnali contrastanti per il turismo italiano in vista della stagione estiva 2026. Se da un lato il ponte del 1° maggio promette risultati positivi, dall’altro emergono criticità per i mesi di maggio e giugno, ancora in ritardo rispetto allo scorso anno.
A fare il punto è Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, intervenuto a margine della 76esima assemblea della federazione a Roma.
Ponte del 1° maggio: previsioni positive
“Il primo di maggio sarà un ponte che andrà bene, perché è un ponte di italiani e di europei e su quello non stiamo vedendo un rallentamento”, ha dichiarato Bocca, sottolineando come il turismo di prossimità continui a sostenere il settore.
Maggio e giugno in ritardo rispetto al 2025
Diversa la situazione per i mesi immediatamente successivi. “Sicuramente su maggio e giugno, rispetto all’anno scorso siamo in ritardo”, ha spiegato Bocca, evidenziando come, nonostante ci sia ancora margine di recupero, il tempo a disposizione stia diminuendo.
“Il novantesimo minuto della partita si sta avvicinando”, ha aggiunto, utilizzando una metafora calcistica per descrivere la fase delicata delle prenotazioni.
Turisti americani e prospettive 2026
Un segnale incoraggiante arriva dal mercato nordamericano. “Gli americani sono interessati. Quando un americano viene in Europa non resta solo un weekend, ma una settimana o dieci giorni”, ha precisato Bocca.
Guardando al 2026, il presidente di Federalberghi si mostra comunque fiducioso: “Siamo ottimisti. Abbiamo avuto un 2024 straordinario e un 2025 in linea. I primi mesi del 2026 ci facevano ben sperare anche grazie al successo delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026”.
Tuttavia, ha ammesso, sarà difficile replicare i numeri record degli ultimi due anni: “L’importante è limitare le perdite”.
Preoccupazione per i mercati lontani
Tra le principali criticità resta la situazione dei mercati extraeuropei, in particolare quelli asiatici. Bocca ha evidenziato come molti voli da queste aree transitino attraverso hub strategici come Doha e Dubai, attualmente interessati da difficoltà operative.
“Il fatto che quegli spazi aerei oggi siano chiusi o a forte rischio incide sui flussi: da quei mercati non stanno viaggiando”, ha concluso.
Il quadro che emerge è quindi a due velocità: bene il turismo di breve raggio e i ponti primaverili, ma con incognite importanti per l’avvio dell’estate 2026.































